Nuova manager della Commissione Musicale saudita, Jihad Al-Khalidi

Il Ministro della Cultura, il Principe Badr bin Abdullah bin Farhan, ha nominato Jihad Al-Khalidi CEO della Commissione Musicale in Arabia Saudita.

Il maestro Al-Khalidi è una donna di 33 anni, con ampia esperienza nel campo della musica, infatti, tra l’altro è stata violinista presso l’Orchestra Egiziana per otto anni, ha una laurea in maestra di violino preso al Cairo.

In più la signora Al-Khalidi ha eseguito sia studi e sia attività sull’amministrazione di aziende e quindi è stata ritenuta una figura professionale e adatta a questo ruolo.

Ha rilasciato un’intervista ad agenzie arabe dicendo che è onorata di quest’offerta e che la Commissione svilupperà un iter musicale dedicato a tutti i segmenti della società saudita, dai bambini agli adulti, e che tutti ormai in Arabia Saudita concordano sull’importanza della musica nei primi anni di scuola.

Ha affermato anche che l’obiettivo è di sviluppare un modello diverso, in conformità con le usanze, le tradizioni e il patrimonio dei sauditi e degli arabi.

Al-Khalidi: “Imparare la musica non è una cosa facile, essa in Arabia Saudita sarà disponibile a tutti, nonostante gli ostacoli, che supereremo nel tempo con l’aiuto dei media, dei musicisti e degli intellettuali “. Continua dicendo: “Il passato è passato, ora noi stiamo costruendo il futuro della musica in Arabia Saudita e sviluppando tutto ciò che la riguarda, questo richiederà dei grandi sforzi.”

Il Ministero della Cultura saudita, sta cercando di sviluppare il settore musicale nel Regno e di sostenere e incoraggiare i professionisti attraverso la Commissione Musicale creata con manager responsabile la Al-Khalidi. Questa commissione è uno degli undici nuovi organi creati dal Ministero della Cultura per supervisionare i settori culturali, film, musica, moda, patrimonio e arte.

Solo che, oltre che a sviluppare le cose nuove appena create, si dovrebbe modernizzare tutto ciò che fino ad oggi ha fatto andare avanti lo stato saudita, altrimenti, succede che Vision 2030 da la libertà di fare le cose, ma gli stessi organi della visione di MbS, poi, arrestino chi di queste visioni si fa portavoce, come l’ultimo caso della ragazza di Makkah.

 

 

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