Due mesi all’inizio del Ramadan

È il mese che tutti noi musulmani aspettiamo, il mese sacro che unisce tutti i musulmani in unica grande comunità. E’ il mese che con le sue ristrettezze tempra il nostro corpo al sacrificio allontanandolo dal vizio, dall’abitudine e dalla routine. È il mese che ci fa capire cosa è la famiglia e la sua forza nel sostenerci. Ammorbidisce le nostre tensioni e ci avvicina al miglior comportamento che dovremmo avere giornalmente.

Il miglior risultato dovrebbe essere quello di aver imparato qualcosa di nuovo e portarlo avanti per tutta la vita, in modo da migliorare anno per anno e cercare di raggiungere un livello spirituale sempre più alto.

A questo serve privarsi di acqua, cibo, vizi e piaceri. Migliorare se stessi.

Prima di arrivare al risultato finale, dobbiamo prepararci ad affrontare tutto questo, come c’è insegnato dal migliore degli esempi che abbia mai calcato questa terra da sempre: il profeta Muhammad, che Dio lo protegga.

Abbiamo due mesi di tempo per farlo e arrivar e preparati al nostro di partenza di fine Aprile, per quest’anno. E dal nostro piccolo, qualche consiglio lo scriviamo per augurare fin da ora una buona preparazione al primo iftor di quest’anno.

Iniziamo a fare qualche digiuno almeno con tutta la famiglia, per abituare il corpo e la mente al mese sacro: rivivere anticipatamente i momenti del Ramadan a piccoli passi ci rende meno traumatica la prima settimana del mese della Rivelazione, insieme alle famiglie, agli amici ai conoscenti digiunare e visitare i luoghi di culto ove c’è ne fossero, altrimenti riunirsi nelle proprie case e iniziare a fare le preghiere insieme.

Riunirsi ogni settimana in case diverse, cenando in maniera semplice, e fermarsi dopo cena, per raccontare storie del passato, leggere della vita del Profeta o alcune pagine del Sacro Corano, in modo da abituarci al clima del mese sacro.

Questi piccoli gesti abitueranno il corpo e lo spirito al lungo mese del Ramadan, ed è anche un modo per compensare i digiuni mancati in precedenza.

Provare anche a iniziare ad andare a letto presto per svegliarsi prima della preghiera dell’alba e iniziare ad abituare il corpo a ricevere cibo nel momento cui non è abituato, in piccole dosi per arrivare al Ramadan e al primo suhor in ottima forma.

Cercare di organizzarsi per la giornate del mese sacro con piccole prove fatte prima, specialmente con i bambini e in cucina. Prepararli al significato dell’iftor se possono farlo, e al significato del digiuno, in modo che possano chiederti tutti i perché prima, invece che riempirvi di domande nei primi giorni, che sono quelli più difficili per tutti, e che renderebbero un po’ più alta la tensione a ogni innumerevole “perché” dei nostri piccoli angeli.

Far fare ai piccoli tutte le decorazioni che si ha intenzione di esporre nel mese benedetto, per renderli più partecipi anticipatamente. Stelle, mezze lune, lanterne, luci colorate, spiegando che questa per noi è la festa più grande, dove le nostre luci, ornamenti, dolci, cene, ritrovo con gli amici, e allegria sostituiscono il periodo di dicembre dei loro amici negli asili e nelle scuole.

E poi non dimentichiamoci la cena. Meglio sperimentare prima, quando si può assaggiare, modificare la ricetta, prepararle prima con cura senza essere sotto stress del digiuni o del tempo che scade e spesso, purtroppo, sotto pressione del partner affamato che a volte, dimentica il sacrificio dei cuochi in questo mese.

Tutti questi piccoli accorgimenti faranno si che i primi giorni siano meno pesanti, meno lunghi e faticosi. Abituarci lentamente per essere pronti al mese della purificazione e dei sacrifici, che ci purificheranno per le nostre richieste verso Dio.

Ah, ricordate che è questo è il miglior periodo per cercare di smettere di fumare e per chi purtroppo lo fa, lasciare per sempre l’alcool.

Benvenuto Ramadan

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