Digiuno, bellezza incontestabile dell’Islam (2)

29/02/2020 di Redazione

(segue)

di Shaych (Pir) Muhammad Muddaththir Chishti Nizami (Silvio Gualini)

Il digiuno, che dura un intervallo di tempo determinato della giornata , non incide sulla salute dell’individuo, anzi ha addirittura benefici psico fisici (vedi i lavori del Dr. Bragazzi). Infatti il digiuno imposto dall a Shariah, (imposto per chi è meno incline alla vita spirituale, desiderato da chi invece è incline alla vita spirituale) non è solo fisico nel senso di astenersi dal mangiare, dal bere e dalla vita sessuale ma è anche, e soprattutto, un esercizio per il c ontrollo dei cinque sensi: moderare il linguaggio, controllare lo sguardo, evitare di toccare parti intime, contenere i pensieri e veicolarli verso l’Eccelso. Pratiche che contribuiscono a valorizzare l’essere umano nel piano Divino ma che danno immenso fa stidio a coloro che sono nemici dichiarati e che soffrono anche di gelosia.

Ma l’Islam di oggi è stato eroso da forze anti Islamiche che hanno avuto mille diverse connotazioni ed altrettanti promotori perdendo così molto della magia del Ramadhan e del di giuno in generale. Per vivere ancora la magia del Ramadhan occorre viverlo in luoghi dove è addirittura praticato tutto l’anno salvo giorni proibiti ( Eid ul Fitr , che segna la fine del Ramadhan ed Eid ul Adha , in ricordo del sacrificio di Abramo ) come ad e sempio a Madina Munawwarah. Mi si lasci qui ricordare l’amico , ormai Ibrahim, Rahmatullah Ahle, discendente per colore e fede di Hazrat Bilal, Radi Allahu Ta’ala Anhu . Ricordo quando incontrai Ibrahim, Rahmatullah Ahle, la prima volta fra ‘Asr e Maghrib in masjid un Nabi صلى†الله†عليه†وسلم, in un infuocato giorno di fine giugno. Volevo provare cosa significava per i santi compagni (Radi Allahu Ta’ala del Santo Profeta صلى†الله†عليه†وسلم, digiunare da quelle parti. Avendo osservato che vicino al mausoleo ( Rodha Sharif ) un capannello di confratelli quotidianamente stendeva delle tovaglie per rompere il digiuno e condividere quel magro cibo con altri fratelli che non digiunavano e che diversi commensali arrivavano con cassette preconfezionate di datteri, decisi di copiarli. Entrai così in masjid un Nabi صلى†الله†عليه†وسلم†con la mia bella cassetta in polistirolo bianco, ricolma di datteri freschi. Fatti pochi metri all’interno della Masjid mi imbattei in Ibrahim, Rahmatullah Ahle, quasi fosse lì ad attendermi. Carnagione cuoio scuro, alto un metro e sessanta circa, occhi neri intensissimi ed un sorriso dai denti costantemente tenuti puliti dal miswak (bastoncino pulisci denti proveniente dalla Salvadora Persica, pianta nota in Arabo come Aarak, la Shariah ne consente l’uso anche durante il dig iuno) e così splendidi quasi da abbagliare. Io non parlavo una parola di Arabo, lui parlava solo Arabo ma fu amicizia fraterna a prima vista, i miei 130 chili per un metro ed ottanta, bianco da occidentale e lui basso, scurissimo di carnagione ed ovviamene magrissimo non erano un ostacolo alle nostre relazioni. Ibrahim mi spiegò che lui digiunava tutti i giorni come tanti suoi con fratelli dallo stesso colore della pelle, solo che anziché essere schiavi di padroni Arabi erano e sono schiavi di Allah. Ibrahim pareva fare gli onori di casa, individuò il posto su cui stendere la lunga tovaglia ed organizzò il companatico ai datteri: yogurt, pane e qualche altro cibo. Magicamente cominciarono ad aggiungersi commensali.

Il tutto a pochi metri da Rodha Sharif . Indimenticabile. Ritrovai Ibrahim , Rahmatullah in altri pellegrinaggi fino a quando un anno non lo vidi più, aveva cambiato abitazione, riposa ora in uno dei luoghi più ambiti dai Musulmani il cimitero di Jannat-ul-Baqi, dove riposano coloro che per primi risorgeranno nel Giorno del Giudizio con il Santo Profeta ﷺ

Ma questo scriba pensa che la Misericordia di Allah sia così grande che dà anche ai meno fortunati, che non possono vivere a Madina Munawwarah, delle occasioni. Mi baso su una tradizione (hadith) per cui il Santo Profeta صلى†الله†عليه†وسلم†ha indicato tre mesi del calendario Islamico propizi per il digiuno, senza esagerare, indicando che Rajab è il Mese di Allah, Shaban è il Mese di Muhammad صلى†الله†عليه†وسلم†e Ramadhan è il mese dei Musulmani. In particolare i primi giorni d i Rajab e d il mese di Shaban (è sconsigliato digiunare verso la fine dello stesso mese) sono carichi di benedizioni divine.

La pratica del digiuno è presentata con specifico riferimento al Ramadhan in un volumetto che non costa nemmeno dieci euro ed è edito da Verso il Polo Edizioni. Il testo scritto in un italiano comprensibile è il risultato di un lavoro in cooperazione fra questo scriba ed il suo amico il Dr. Musharraf Hussayin Al Azhari presiden te di Al Karimia in Nottingham, UK, che possedendo un dottorato di ricerca (PhD) in biochimica, dopo sei anni di lavoro nella ricerca scientifica decise di ritornare nella terra dei suoi avi, il Pakistan, e di ritornarvi da studente nella Dar-ul-Uloom Muhammadia Ghoussia di Bhera Sharif allora guidata dal Giudice di Corte Suprema del Pakistan Pir Muhammad Karam Shah Al Azhari, Rahmatullah Ahle, che lo accolse come un figliol prodigo e dopo averlo “creato Imam” lo mandò a fare un bachelor in ahadith in Al Az har, Cairo, da cui tornò direttamente in Inghilterra per fondare Al Karimia Center (il nome in onore di uno dei Nomi più Belli di Allah ed anche di Pir Karam Shah Al Azhari, Rahmatullah Ahle) che in Nottingham offre educazione Islamica alle ragazze ed ai ragazzi da oltre 30 anni ormai.

Il libro discute dell’annosa questione di quale metodo usare per l’osservazione lunare per determinare l’inizio e la fine del mese di Ramadhan e fornisce diversi consigli pratici e di adorazioni supererogatorie che derivano tutte da tradizioni profetiche ( ahadith ) oltre a dissertare sui vari aspetti del Ramadhan , come ad esempio la determinazione della notte di Lailat ul Qadr , che alcuni pongono al 27 di Ramadhan quando la Surah stessa invita a cercare questa “notte magica”.

Un’utile lettura nella nostra lingua madre, lettura che va al di là delle distinzioni giuridiche ( Hanafi, Maliki, Sh’afi e Hanbali ) e che è sempre attuale, specie di questi tempi, visto che Rajab , Shaban e Ramadhan sono alle porte fra poche settimane.

 

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