La proposta per il visto turistico destinato alle coppie miste

18/11/2018 di Redazione

Come riportano i dati Istat, in Italia abbiamo 200mila matrimoni misti, e oltre 600mila convivenze, con 6000 matrimoni l’anno e con un aumento dei matrimoni misti del 300% negli ultimi 10 anni. Numeri altissimi, che devono portare le competenti autorità a dare il giusto peso a questi nuclei familiari.

Sono numerose le famiglie miste composte ormai da cittadini italiani, rispettosi della legge, che vorrebbero avere vicino la propria famiglia, anche per un periodo limitato, almeno durante gli eventi importanti della vita. Il problema è che è quasi impossibile, ottenere un visto turistico per visitare il figlio o la figlia che vivono in Italia per poter assistere ad una cerimonia o un evento importante.

C’è infatti una sorta di timore che un genitore anziano con altri figli nel Paese di provenienza, dopo aver trascorso un’intera vita in quel posto e con la sua routine quotidiana, possa lasciare tutto e tutti per venire a vivere in Italia irregolarmente (il visto turistico non può essere convertito). E sono moltissime le famiglie afflitte da questa situazione: avere la madre o la suocera vicino durante il matrimonio, oppure durante il parto o l’ultima parte della gravidanza, sarebbe di estremo sollievo, ma tutto ciò è precluso.

Uno dei principali problemi che riscontriamo – dichiara Cristian Karim Benvenutoè la mancanza di una regolare procedura da seguire, nonostante ci siano molti requisiti è a totale discrezione dell’Ambasciata rilasciare il visto o meno per poi, in caso di esito negativo, presentare ricorso al TAR del Lazio. Tale situazione non va affatto bene, perché a ciasuno dev’essere consentito di capire come poter arrivare regolarmente in Italia,visto che l’unica via percorribile per restare nella legalità è ottenere un visto”.

Pertanto, la proposta che si tenterà di presentare ha molte innovazioni, soprattutto in tema di regolamentazione. Il punto principale della proposta è l’elaborazione della richiesta, che non avverrà più in Ambasciata, ma nella locale Prefettura, e l’età minima per la presentazione della domanda. Inoltre, si propongono dei limiti molto alti, ma necessari in questo particolare momento storico.

Qui di seguito riportiamo i punti cardine per la modifica dell’attuale status quo:

  • ELABORAZIONE NELLA PREFETTURA DI RESIDENZA DELL’INVITANTE;
  • LETTERA DI INVITO / SPONSOR ITALIANO;
  • REDDITTI DELL’INVITANTE;
  • DISPONIBILITÀ ALLOGIATIVA ALLEGANDO PLANIMETRIA IDONEA;
  • ASSICURAZIONE SANITARIA A TOTALE COPERTURA DEL PERIODO DI SOGGIORNO;
  • FIDEJIUSSIONE (da stabilire) A DEPOSITO CAUZIONALE;
  • ETÀ DI MINIMA DELL’INVITATO 55 ANNI;
  • DICHIARAZIONE DI RESPONSABILITÀ (CIVILE E PENALE, se attuabile) CON RELATIVA SANZIONE MONETARIA IN CASO DI NON RIENTRO APPLICABILE ALL’INVITANTE

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