La Croce più alta dell’Asia sorge in Pakistan

06/01/2019 di Redazione

Ormai è opinione comune e pregiudizio infondato pensare che nei Paesi mussulmani sia proibita ogni altra forma di religione che non sia quella Islamica. Niente di più sbagliato. Infatti, salvo qualche rarissimo caso, la stragrande maggioranza dei Paesi islamici dà libertà di culto. Addirittura, nella stessa bandiera nazionale del Pakistan, Paese a maggioranza islamica, la striscia bianca sta a rappresentare le minoranze che popolano quella nazione come parte integrante del Paese stesso.

Nella città di Karachi, melting pot di etnie e lingue, che accoglie oltre un milione di profughi afghani e con quasi 25 milioni di abitanti (tra registrati e non) nel 2015 è stata eretta la più grande croce cristiana d’Asia, alta circa 50 metri, che include un braccio trasversale largo quasi 20 metri. È così imponente da aver modificato la skyline della città.

La Croce sorge in una città dove, su 23 milioni di abitanti, solo un milione professa la fede cristiana, nonostante in Pakistan ci siano splendide e maestose chiese. L’imprenditore pakistano Parvez Henry Gill, cristiano protestante, ha raccontato che Dio gli è apparso in sogno e gli ha affidato una missione: proteggere i cristiani del Pakistan. Sicché, l’ha fatta realizzare dichiarando: “Costruire una Croce più alta di qualunque altra al mondo in un paese musulmano per farne un simbolo di Dio e, chiunque l’avrebbe guardata, sarebbe stato libero da ogni preoccupazione“.

La Croce è stata collocata all’ingresso del più grande cimitero cristiano di Karachi, quello di Gora Qabaristan, con centinaia di tombe e statue secolari. I lavori di costruzione sono durati quattro anni e vi hanno lavorato circa cento operai, alcuni dei quali musulmani, che sono stati impiegati fianco a fianco per completare il progetto, ultimato ad agosto dell’anno appena trascorso. La struttura può essere vista da quasi tutti i quartieri di Karachi.

Per tutto il mese di dicembre, la Croce è stata illuminata di rosso, blu, viola e rosa, cambiando colore ogni due giorni. Scopo dell’iniziativa era celebrare la gioia del Natale:

Ma la cristianità a Karachi non è solo la Croce. In città esistono infatti la Cattedrale di San Patrizio in stile neogotico, che è una delle più belle del Continente, come pure la Chiesa di Sant’Andrea con un campanile alto 41 metri, simbolo del legame tra la provincia del Sindh e la Scozia; maestosa è inoltre la Chiesa di San Lorenzo cotruitta con pietra rosacea.

La Croce ha suscitato polemiche nel mondo cristiano-pakistano, come dichiarato da don Mario Rodrigues, sacerdote cattolico di Karachi, per anni direttore delle Pontificie Opere Missionarie in Pakistan: “Che bisogno c’era di innalzare quella Croce? I cristiani in Paksitan hanno una fede forte e radicata. Un monumento del genere può essere interpretato come volontà di dominio e istigare le reazioni dei gruppi radicali islamisti“. Invece, parte dei musulmani pensa che la Croce sia la prova che in Pakistan le minoranze religiose godano di piena libertà.

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