Ragazzi musulmani emarginati diventano prede facili di predicatori cattivi

19/10/2019 di Lela Esposito

In Italia si sta creando un clima molto particolare, un clima di emarginazione sociale che si sta creando all’interno delle periferie delle grandi città e non solo. Infatti musulmani di seconda generazione sono i soggetti più a rischio, poiché figli di due culture diverse, spesso soffrono un background culturale familiare appesantito dai genitori, che hanno un retaggio etnico ancorato al Paese di provenienza, nonostante molti di loro, vivano in Italia, ormai da decenni. Questi ragazzi nati e cresciuti nel contesto sociale italiano, sopratutto le ragazze che man mano si stanno emancipando, soffrono questo clima che li vede diversi, nonostante il legame con il Paese dei genitori sia solamente di tipo turistico, e il nome che loro stessi portano, non riconducibile a origini italiane, li rende quindi oggetto di scherno. Infatti alcuni di questi ragazzi non si riconoscono né da una né dall’altra parte, vivono in una specie di limbo, sopratutto nelle periferie, dove l’emarginazione sociale è radicata, e trova terreno fertile  nelle giovani menti, dove messaggi deviati, di persone non qualificate, possono diventare estremamente pericolosi. Questo perché i giovani che vogliono “riscoprire” le loro origini e la loro fede, sentendosi attaccati per il loro credo, la loro provenienza etnica, e vivendo in contesti sociali di emarginazione e alienazione socio-economica, possono essere facilmente manipolati, da predicatori che aumentano il loro senso di disagio sociale. Molenbeek e Saint Denis devono insegnare.

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