Usa, film su omicidio Khashoggi al Sundance Festival

Venerdì 24 gennaio, al Sundance Film Festival, negli Utah(US), uno dei più importanti film festival indipendenti, è stato proiettato il film documentario “The Dissident”, opera del regista Bryan Fogel, autore di Icarus, altro premiatissimo documentari che aprì uno squarcio sul doping nello sport.

Il film è incentrato sull’uccisione dell’editorialista del Washington Post, Jamal Khashoggi. Come ci ha abituati, Fogel ha svelato, con un’indagine molto dettagliata sul regime saudita, le colpe che il principe ereditario continua a negare. La proiezione del movie è stata accolta con una grande standing ovation e tra il pubblico erano presenti anche Hillary Clinton, Alec Baldwin e Hatice Cengiz, la fidanzata del Khashoggi, che oggi è testimone vivente di questo brutale assassinio e che apertamente afferma di temere per la sua vita, dato che sa di essere controllata dal regime, come ha confermato il Guardian in un articolo uscito il giorno della proiezione del film.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fogel nella conferenza stampa di fine proiezione dice: “Spero che il film sia proiettato in altri paesi, e che possa essere di stimolo per far in modo che le aziende straniere che collaborano con i sauditi, come gli stati occidentali, possano spingere per un radicale cambiamento del regime”.

Sempre nella conferenza, ha confidato nella speranza che i grossi distributori possano portare per il mondo il docu-movie, senza avere paura delle ritorsioni che bin Salman mette in atto, come è successo per Netfix, che distribuisce  “Icarus”, ma ha rimosso l’episodio della serie con Hasan Minhaj, “Patriot Act” che tratta proprio dell’uccisione di Khashoggi dal suo catalogo in Medio Oriente. Per tacere, in questa sede,  dell’ultima mancanza di rispetto che il principe ha commesso: il clonaggio del cellulare di Jeff Bezos, magnate di Amazon.

Perché “The Dissident” è scomodo per Muhammad bin Salman? Fogel ha basato il suo film su interviste ad alcuni funzionari turchi, che hanno indagato sull’omicidio del giornalista, raccontando in maniera lineare e specifica tutti i fatti, anche con dichiarazioni ufficiali della CIA su questo caso. In più, vi è un approfondimento sulla storia correlata di Omar Abdulaziz, un attivista saudita che vive in asilo a Montreal, dopo essere fuggito dal suo paese, perché su Twitter ha “osato” criticare il regime autoritario e dispotico dell’erede al trono dell’Arabia Saudita.

Nel film, Abdulaziz afferma di credere che l’amicizia tra lui e Khashoggi, abbia aiutato a rintracciare e a uccidere il giornalista, poiché anche il telefono di Abdulaziz è stato hackerato, con il potente programma spyware Pegasus.

Nei titoli di coda vi è un elenco di società che fa affari con l’Arabia Saudita.

Il film è finanziato dalla Human Rights Foundation.

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