Turismo Muslim Friendly, risorsa per l’Italia

Il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, aveva promesso di far ripartire il turismo in Italia anche con il suo impegno, ma ancora si trascura una delle categorie che in alcuni paesi è divenuta la categoria portante: il turismo Muslim Friendly. In Italia qualcosa si sta muovendo, varie iniziative si sono realizzate con discreti risultati, ma il problema principale rimane la mancanza di rete tra le imprese. Nella strutturazione di un’offerta turistica, mancano strutture e aziende di “intermezzo” tra una tappa e l’altra, che possano offrire servizi fondamentali per il turista di fede musulmana. L’unico pacchetto realizzato in Italia per i turisti di fede musulmana è il “Puglia Halal Tour“, che ha già richieste dagli Stati Uniti, dalla Malesia e dai paesi del Medio Oriente, ovviamente tutto bloccato per via del Covid-19.  KS Travel and Business, promotrice del pacchetto, sta lavorando insieme a personale esperto, a un’altra offerta turistica mirata ai fedeli musulmani, questa volta per la Sicilia, Regione che offre un patrimonio storico e culturale immenso. Il turismo muslim friendly è la tipologia di turismo che cresce di più (insieme a quello cinese): entro il 2026 ci si aspetta di raggiungere 230 milioni di turisti con un fatturato di oltre 300 milioni di dollari, e con una prospettiva di acquisto on line di 180 milioni di dollari. Numeri importanti, se si riesce a entrare su questa fascia di mercato. L’Italia rimane un paese estremamente ambito, ma senza gli accorgimenti dovuti rischia di essere estromessa da questo mercato enorme, che potrebbe dare tanto sollievo e respiro alle aziende che operano nel settore turistico, e creare nuovi posti di lavoro, oltre che nuove figure professionali che possono essere ambite anche da aziende straniere.

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