Turchia: “determinazione a proseguire le sue attività di ricerca di idrocarburi nel Mediterraneo orientale”

17/07/2019 di Redazione

Pubblichiamo integralmente il comunicato della Repubblica di Turchia “Le conclusioni adottate ieri dal Consiglio Affari esteri dell’UE (15 luglio) non influiranno in alcun modo sulla determinazione della Turchia a proseguire le sue attività di ricerca di idrocarburi nel Mediterraneo orientale.

Queste conclusioni dimostrano quanto l’UE sia prevenuta nei confronti di Cipro poichè nel comunicato non viene fatto alcun riferimento ai turco-ciprioti, che hanno uguali diritti sulle risorse naturali dell’isola, in totale disprezzo della loro esistenza a Cipro.

Queste conclusioni sono gli ultimi esempi di come la coppia Grecia-cipriota/Grecia abusi della sua appartenenza all’UE per avvantaggiare le sue posizioni massimaliste e di come altri paesi dell’UE siano meramente strumentali a tal fine.

Come abbiamo più volte sottolineato in passato, le nostre attività di esplorazione degli idrocarburi nel Mediterraneo orientale hanno due dimensioni: la protezione dei nostri diritti sulla nostra piattaforma continentale e la protezione degli eguali diritti dei turco-ciprioti, che sono comproprietari dell’Isola, oltre che delle risorse di idrocarburi dell’Isola.

Entro la prima dimensione, non è possibile per la Turchia avviare colloqui con l’amministrazione greco-cipriota per delimitare le aree di giurisdizione marittima prima della risoluzione della questione di Cipro. Il motivo è che la cosiddetta Repubblica di Cipro non è uno stato reale agli occhi della Turchia e della TRNC, dal momento che non rappresenta i turco-ciprioti dal 1963. La Repubblica di Cipro, fondata sull’uguaglianza politica dei turco-ciprioti e dei greco-ciprioti, cessò di esistere nel 1963. Il motivo per cui la questione cipriota è rimasta irrisolta fino ad oggi è la non accettazione da parte dei greco-ciprioti dell’uguaglianza politica dei turco-ciprioti dal 1963. L’interlocutore dell’amministrazione greco-cipriota è la TRNC non la Turchia. Non è possibile per l’UE comprendere e apportare un contributo costruttivo alla questione cipriota a meno che non riconosca questi fatti, e guardi ai turco-ciprioti non come minoranza, ma come comproprietari dell’isola.

Per quanto riguarda la seconda dimensione, la soluzione è possibile solo se i diritti dei turco-ciprioti sono garantiti. In questo contesto, la proposta di cooperazione globale dei turco-ciprioti, realizzata il 13 luglio 2019, anch’essa pienamente sostenuta dal nostro paese, rappresenta un’importante opportunità per una soluzione.

La preferenza dell’UE nel prendere decisioni contro la Turchia, piuttosto che sfruttare questa opportunità e incoraggiare le due parti a riunirsi sull’isola per quanto riguarda le risorse degli idrocarburi, è un comportamento inefficace, irrealistico e non costruttivo.

Il nostro paese continuerà a proteggere con determinazione i propri diritti e i diritti dei turco-ciprioti, rafforzando ulteriormente le sue attività a tal fine. L’Unione europea, che non ha mantenuto le promesse fatte ai turco-ciprioti dal 26 aprile 2004, non ha alcuna parola da dirci in merito.

E’ anche rivelatore il fatto che queste decisioni siano state prese in un giorno molto importante per il popolo turco, il terzo anniversario del tentativo di colpo di stato del 15 luglio”.

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