Tunisia, nella Hammamet di Craxi, sempre più “italiana”

31/01/2020 di Elena NIcolai

Il lungomare e il centro di Hammamet parlano sempre di più italiano: a piccoli gruppi familiari o a coppie, tra amici, sono moltissimi gli italiani che hanno scelto di vivere in Tunisia e risiedono ad Hammamet. Il cimitero è un vasto spazio tra il mare e le mura della Medina: forse proprio perché le tombe sono integrate nello spazio cittadino, in un punto così centrale e aperto all’orizzonte e al mare, sembra che ci sia uno spazio di accettazione e di partecipazione alla vita della città anche per il ricordo dei defunti.

Hammamet è una città di medie dimensioni, molto frequentata da italiani che si trasferiscono a vivere lì e trovano ad accoglierli agenzie immobiliari specializzate, e anche sedi di associazioni per pensionati italiani.

Fa un certo effetto vedere, proprio a ridosso delle mura alte della Medina, la semplice tomba bianca di Bettino Craxi: nel lindore dei garofani rossi sulla pietra bianca il nome conserva l’eco della storia, della vita politica, dell’Italia. Semplice come tante altre, umilmente stesa tra il mare e le strade.

Non c’è un viavai chiassoso, ma che gli italiani in visita vogliano e vadano a vederla è un fatto assodato: dai negozi e dalle botteghe, diverse guide turistiche, anche improvvisate, illustrano le diverse caratteristiche del cimitero dove sono seppelliti con modalità diverse musulmani, cristiani e stranieri, e nel tour non manca mai la tomba di Craxi.

La Tunisia rappresenta una meta di prima scelta per i turisti italiani, da diversi anni sempre sopra i centomila arrivi.

 

 

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