Svizzera, negata cittadinanza a una coppia musulmana: rifiuta di stringere la mano a persone del sesso opposto

22/12/2018 di Redazione

Nella democratica Svizzera, nella città di Losanna, la richiesta avanzata da una coppia musulmana di prendere la cittadinanza elvetica è stata bloccata dalle autorità, secondo quanto riportato da alcune fonti, poiché i due coniugi rifiutavano di stringere la mano a persone del sesso opposto.

Il sindaco Grégoire Junod ha difeso la decisione di bloccare l’istanza, adducendo come spiegazione che questa coppia, vivendo in Svizzera, debba rispettare le leggi conformi al buon costume. Non si tratta di islamofobia, dunque. Semmai, vale il principio dell’eguaglianza tra i sessi ed è parte delle buone maniere unanimemente accettate il dare e ricevere la mano.

Aver infranto tale principio dimostra che quegli ospiti non hanno recepito e non dimostrano di condividere l’identità culturale del paese ospitante, quindi non possono aspirare ad esserne cittadini: “La pratica religiosa non cade al di fuori della legge“.

Le polemiche non sono mancate. Il principio del sindaco Junod non è stato quello dell’uguaglianza tra i sessi, ma quello dell’uguaglianza di genere. Questo, a quanto pare e riferito da chi ha posizioni contrarie, cambia di molto il concetto. Da “principio” si cadrebbe in una sorta di “imposizione ideologica”.

Esperti si sono cimentati da una parte e dall’altra o per sovvertire quella pronuncia o per affermarla. Sta di fatto che, due persone non hanno più, a meno che non facciano un ricorso ben architettato, l’accesso alla cittadinanza Svizzera.

Tutto ciò per alcuno potrebbe essere un presupposto essenziale, mentre per altri potrebbe rappresentare un motivo in più per cambiare Paese ed andare a vivere altrove dove, magari, la democrazia e la libertà di opinione, religione e la voglia di avere contatti con chi si vuole sia garantita.

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