Russia, donne musulmane contro il divieto in piscina

23/01/2020 di Laura Imen Villa

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A Makhachkala, la più grande piscina del Daghestan ha vietato l’accesso alle donne. Risentite da questa incomprensibile proibizione, proprio le donne musulmane hanno avviato le proteste. La piscina aveva  avvisato che dal 20 gennaio sarebbe stata aperta solo agli uomini, sebbene fino a quel momento vi fosse un giorno riservato alle donne, il venerdì, appunto, in una regione a maggioranza musulmana.  Sono allora partite delle denunce in massa alla Procura regionale, con l’accusa per il complesso sportivo di discriminazione di genere. Una delle denuncianti è Svetlana Anokhina, direttrice di un sito sui diritti delle donne, che ha rivelato che la crescente ortodossia e il tradizionalismo conservatore del paese stanno portando all’aumento di pratiche di segregazione di genere degli spazi pubblici. Dalla direzione del centro sportivo di Makhachkala, però,  fanno sapere che non c’è stata nessuna discriminazione, ma solo un problema economico, poiché il giorno riservato esclusivamente alle donne risultava poco frequentato, dunque meno redditizio,  e che nelle vicinanze, altre strutture sono attrezzate per le esigenze delle donne musulmane.

 

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