Rien ne va plus – Riflessioni sulla morte (4)

27/01/2020 di Redazione

(segue)

Del Dr. Pir Muhammad Muddaththir Silvio Gualini Chishti Nizami

D’altra parte il Santo Profeta صلى†الله†عليه†وسلم ci ha insegnato che entrando in un cimitero si devono salutare indistintamente gli abitanti delle tombe e poi specificare il saluto ai Musulmani. Non solo! Se si esaminano i tre versetti sopra citati, [9:113, 2:62, 3:85], si può riscontrare che Allah specifica nettamente su quali defunti non si può pregare perché già condannati da Egli Stesso. Si tratta cioè dei “politeisti ” e coloro che, apertamente, hanno voluto “ una religione diversa dall’Islam ”. In poche parole chi, come Satanrajeem, non vuole sottomettersi ad Allah e si ribella. Si sa, Allah non ama i ribelli, cioè i Fasiqun e li punisce [2:26; 2:57, ecc.]. Dai versetti quotati pare evidente che solo se si ha certezza che i propri parenti abbiano categoricamente rifiutato l’Islam o fossero politeisti è consigliabile astenersi dal pregare sulle loro tombe per non essere a propria volta dei Fasiqun . Ci può essere il caso di chi vorrebbe fare qualche cosa in ogni modo per i propri parenti, in questo caso è consigliabile ricorrere alla recitazione di versetti noti come Maqalad as Samawati wal Ard ”, che si traduce in Le Chiavi dei Tesori dei Cieli e della Terra” che secondo la tradizione profetica ( hadith ) permetteranno a chi li recita di intercedere nel Giorno del Giudizio per la salvezza di settanta suoi parenti. Rimane un aspetto ancora da chiarire: i politeisti sono coloro che associano a Dio altri. Quindi i Cristiani che credono fermamente nella Trinità e la propugnano come unica verità senza avere dubbi di sorta sono politeisti, non sono “Nazareni” e tantomeno Sabei. Ma il “rien ne va plus” non vale per i Musulmani accorti e praticanti. Infatti occorre tenere presente che vi sono tre utili azioni in questa vita che continuano a dare profitto al deceduto anche dopo la sua morte fisica nella vita a venire e gli permettono di progredire . Queste tre azioni sono state specificate dal Santo Profeta صلى†الله†عليه†وسلم†che disse: ” dopo la morte di una persona ogni bene compiuto viene interrotto tranne i seguenti tre:

1) la sadqa (donazione liberale) che continua ad essere utile [a quelli rimasti in questo basso mondo];

2) la conoscenza che può servire alla comunità dei credenti;

3) i figli devoti che pregano per lui (Muslim ed altre raccolte).

Da questa tradizione ricaviamo anche come sia necessario per genitori e figli mantenere un ottimo rapporto reciproco. Per conoscenza, che può servire alla comunità dei credenti (cioè i Musulmani), vi è da annoverare la scrittura di libri, articoli divulgativi sull’Islam e l’insegnamento. Mi si consenta esprimere che un buon Musulmano non ha mai “il braccino corto” e per esempio finanziare la costituzione di iniziative volte a dare conoscenza non è solo donazione liberale ( sadaqa ) ma un vero e proprio investimento nel “post mortem”.

“Stranamente” mentre finivo questo lavoro ho ricevuto dal fratello Haroon dei versi di Hazrat Maulana Rumi, Rahmatullah Ahle, sulla morte e sul funerale. Meglio delle mie parole Hazrat Maulana Rumi, Rahmatullah Ahle , ci regala dei versi meravigliosi sulla morte a questo mondo. Versi che sono fonte di altissime riflessioni. Nei versi che seguono sono mirabilmente condensati i pensieri che ho cercato di esporre nei capoversi precedenti.

Quando morirò
e la mia bara
sarà rimossa
non dovrai
mai pensare
che mi manca questo mondo!

Non versare lacrime,
non lamentarti
o sentirti in colpa!
Non sto cadendo
nell’abisso di un mostro!

Quando vedrai
che il mio cadavere viene trasportato
non piangere per la mia partenza
perché non me ne sto andando
ma sto arrivando all’amore eterno!

Quando mi lascerai
nella tomba
non dire addio
ma ricorda
che una tomba è
solo una tenda
per il paradiso nell’aldilà.

Non mi vedrai solo
scendendo nella tomba
Ma mi vedrai elevarmi!

Come può esserci una fine
quando il sole tramonta
o scende la luna?
Sembra la fine
sembra un tramonto,
ma in realtà è un’alba
quando la tomba ti blocca
questo è quando la tua anima viene liberata

Hai mai visto
un seme caduto sulla terra
non risorgere con una nuova vita?

Perché dovresti dubitare dell’ascesa
di un seme di natura umana?

Hai mai visto
un secchio calato in un pozzo
tornare vuoto?
Perché lamentarsi per un’anima
quando può tornare
come Giuseppe, Alaihi Wa Sallam
dal pozzo?

Quando per l’ultima volta
chiuderai la bocca
le tue parole e la tua anima
apparterranno al mondo
senza spazio e senza tempo.

Mi permetto di aggiungere, in quel “momento”: “rien ne va plus”…

 

Nota: Per non appesantire troppo il testo ho preferito mettere a disposizione del lettore desideroso di approfondire la conoscenza i riferimenti al Santo e Glorioso Qur’an Karim ed agli ahadith citati nel testo e riportati qui di seguito.

1. Il Santo Glorioso Qur’an Karim definisce il buon Musulmano in questi due versetti ( ayat ): << Gli angeli scendono su coloro che dicono “Il nostro S ignore è Allāh” e che perseverano [sulla retta via]. [Dicono loro] “Non abbiate paura e non affliggetevi; gioite per il Giardino che vi è stato promesso” [30]. Noi [angeli] siamo vostri alleati in questa vita e nell’altra, e in quella avrete ciò che l’anime vostre desidereranno e quello che chiederanno >> Surah Fussilat (Esposti chiaramente) 41:30 31]. Sempre il Santo Glorioso Qur’an Karim descrive dei miscredenti: Quando poi si presenta la morte a uno di loro [coloro che sono politeisti], egli dice: “Mio Signore! Fatemi ritornare! [99] Che io possa fare il bene che ho omesso”. No! Non è altro che la [vana] parola che [egli] pronuncia e dietro di loro sarà eretta una barriera (Barzak) fino al Giorno della Resurrezione Surah al Mu’minoon (“I Credenti”) 23 :99 100]

2. Il Santo Profeta صلى†الله†عليه†وسلم†parlò alle tombe dei nemici morti nella battaglia di Badr: Sahih al Bukhari 3976

3. Il popolo delle tombe può ascoltare i vivi: Sahih al Bukhari 1338; Sahih al Bukhari vol 2, libro 23, numero 456

4. Circa il pianto sulle tombe (tutto il paragrafo) paragrafo): Ibn Majah, Sunan, Zuhd, 19, Vol. II. p. 1403; Ahmad b.Hanbal, Musnad. Vol. I, p. 335; Ibn Majah. Sunan, Janaiz, 53, Vol. I. p. 505; al Jaziri, ibid c I, p. 533; al Jaziri, ibid. Vol. I, p. 533; Tahtawi. ibid p. 501; Muslim, Sahih. Janaiz, 1 0, Vol.II, p. 644; Ibn Majah. Sunan, Janaiz, 51, Vol. I. p. 503 504; al Azizi Ali b.Ahmad, as Siraju’l Munir, Vol. I. p. 177. Egypt, 1325; bk. Ibn Majah, Sunan, Janaiz, 51, Vol. I, p. 503; Janaiz. 53, Vol. I, p. 507.

5. La preghiera di un figlio per il propri o genitore contribuisce ad inviarlo in Paradiso : Musnad Aḥmad 10232

6. Khatam e Tehleel e cioè recitare 70000 volte “ La ilaha illallaho Muhammadun Rasul Allah ”prima che il defunto sia deposto nella tomba. Vi è fatta menzione in Maqamaat e Mazharriya : se una persona (un Musulmano) recita la Kalimah Tawheed settantamila volte per se stessa o per qualcun altro, i suoi peccati (o quelli dell’altra persona, anche deceduta) saranno perdonati”

7. Wazaif dato a Hazrat Uthman Ghani, Radi Allahu Ta’ala Anhu , è riferito come “ Maqalad as Samawati wal Ard ”, che si traduce in “Le Chiavi dei Tesori dei Cieli e della

8. Sul cibo procurato con mezzi illeciti :“In un’altra occasione uno schiavo andò da Hazrat Abu Bakr Al Siddique (Radi Allahu Ta’ala Anhu) e gli diede dei s oldi con cui Hazrat Abu Bakr (Radi Allahu Ta’ala Anhu) acquistò del cibo. Come prese a masticare il cibo lo schiavo informò Hazrat Abu Bakr (Radi Allahu Ta’ala Anhu) che il denaro che gli aveva dato proveniva da un’azione disonesta (NdT era cioè haram). Ne ll’udire ciò Hazrat Abu Bakr (Radi Allahu Ta’ala Anhu) vomitò immediatamente tutto il cibo ingerito nel timore di essere reso responsabile da Allah Subhan Wa Ta’ala per aver preso ciò che non era giusto per lui” Sahih Al Bukhari Vol.5, Bk.58, No.182.

9. Salutare i morti nelle tombe entrando nel cimitero: è stato narrato che Hazrat ‘Aa’ishah Siddiqua, Radi Allahu Ta’ala Anha, chiese al Santo Profeta صلى†الله†عليه†وسلم: “O Messaggero di Allaah, cosa devo dire a loro (cioè agli occupanti delle tombe)?” Egli صلى†الله†عليه†وسلم†rispose: “Recita: Al salaamu ‘ala ahl il diyaar min al mu’mineen wa’l Muslimeen, wa yarham Allaah al mustaqdimeena minna wa’l musta’khireen, wa innaa in sha Allaah bikum la laahiqoon (Pace sia sugli abitanti delle tombe, sui credenti e Musulmani. Possa Allaah avere Miserico rdia su coloro che sono andati prima di noi e su coloro che ci seguiranno, ed invero noi vi raggiungerem o, in sha Allaah, Dio volendo e piacendo).” Narrato in Muslim, 974.

 

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