Rien ne va plus, riflessioni sulla morte (3)

26/01/2020 di Redazione

(segue)

Del Dr. Pir Muhammad Muddaththir Silvio Gualini Chishti Nizami

Questo succede soprattutto nei matrimoni misti nel cui ambito per motivi sentimentali e pratici uno dei coniugi accetta l’Islam e poi si trova lo stesso coniuge, già Musulmano, vietargli di pregare per i propri genitori, parenti ed anche amici non Musulmani. Tutto nasce da questo versetto ( ayat ) numero 113 della Surah numero 9, At Tawba (Il Pentimento o la Disapprovazione) del Santo e Glorioso Qur’an Karim: << Non è bene che il Profeta صلى†الله†عليه†وسلم†e i credenti chiedano il perdono per i politeisti fossero anche loro parenti dopo che è stato reso evidente che questi sono i compagni della Fornace >>, dove per Fornace si intende chiaramente l’Inferno. Mi riservo di commentare più avanti questo versetto che impone alla Shariah il divieto formale di pregare anche per i propri parenti posto che essi siano politeisti. Innanzi tutto occorre fare riferimento ancora al Santo e Glorioso Qur’an Karim che in un caso dice: In verità, coloro che credono, siano essi Giudei, Nazareni o Sabei, tutti coloro che credono in Allah e nell’Ultimo Giorno e compiono il bene riceveranno il compenso presso il loro Signore. Non avranno nulla da temere e non saranno afflitti >> Surah Al Baqara , La Giovenca, 2:62]

Ma, come fa rilevare Al Qurtubi, Rahmatullah Ahle , questo versetto secondo alcuni studiosi sarebbe abrogato dal seguente: << Chi vuole una religione diversa dall’Islam, il suo culto non sarà accettato, e nell’altra vita sarà tra i perdenti >> Surah Aal i Imraan , La Famiglia di Imran, 3:85].

Mi prendo il rischio di azzardare un commento che in realtà non trova necessità di ricorrere all’abrogazione e metterebbe d’accordo tutti. Si tratta di versetti indubbiamente rivelati in tempi e condizioni differenti quindi riferiti a situazioni ambientali diverse. All’epoca non c’era internet e tantomeno i media. Giustamente Allah tiene conto che il Suo messaggio è rivolto a “ coloro che credono ” e Al Qurtubi, Rahmatullah Ahle , dice giustamente che sono coloro che credono nel Santo Profeta صلى†الله†عليه†وسلم†e tiene anche conto di coloro che non hanno ancora ricevuto il messaggio e quindi non possono ancora credere, data l’universalità del Sacro Libro può essere che in regioni sperdute il messaggio non sia ancora pervenuto anche ora e quindi chi muore (Giudeo, Nazareno o Cristiano e Sabeo) non avendo ricevuto il messaggio avrà un trattamento diverso da chi è politeista e da chi vuole una religione diversa ””. Il “volere” implica di per sé una scelta fatta a pri ori e basata sulla conoscenza dell’esistenza del Santo Profeta صلى†الله†عليه†وسلم†e quindi della Rivelazione Islamica. E questo, nell’epoca dei mezzi di comunicazione di massa è molto più frequente e possibile. Ma, anche in questo caso chi è fra “ coloro che credono ” [2: e soffre per i suoi cari che hanno perseverato nel volere “ una religione diversa dall’Islam ” [3:85] conscio del tragico destino che li attende nel mondo di verità ” ha delle possibilità di offrire loro un aiuto essenziale e poter in qualche modo migliorare se non cambiare la loro condizione secondo la Misericordia di Allah. Misericordia che da un hadith Qudsi sappiamo essere sempre prevalente sul Desiderio di Vendetta di Allah.

Per spiegare meglio il mio pensiero su questo argomento vorrei raccontare un episodio personale occorsomi in Islamabad, Pakistan, nel lontano 1996 . Il mio venerato maestro, Rahmatullah Ahle, affidò la mia educazione Islamica ad una santa persona e suo califfo, Pir Mukhtar Ahmad Dhia, Rahmatullah Ahle , che per brevità chiamerò ustad (guida, in Urdu) nel corso di questa breve narrazione. Durante il Ramadhan di quell’anno venni invitato a rompere il digiuno ( iftar ) da una famiglia, il cui capo era noto per ricevere “sostanziose bustarelle”. Mi rammentai però di un hadith che narrava com e Hazrat Abu Bakr Siddique, Radi Allahu Ta’ala Anhu , dopo aver assunto del cibo scoprì che fu acquistato con soldi “ haram ”, il primo Califfo ortodosso dell’Islam si cacciò due dita in gola e vomitò tutto il cibo ingerito. Non senza spocchia dissi al mio ustad, Rahmatullah Ahle, che avrei declinato l’invito, oppure avrei vomitato tutto il cibo una volta uscito dalla casa. Ma il mio ustad , Rahmatullah Ahle , con estrema dolcezza mi rispose: No! Tu accetti l’invito, vai da loro e mentre mangi preghi per quella famiglia che Allah trovi per loro il modo di farsi perdonare per i loro peccati! ”. In quel momento compresi la differenza fra lettera e spirito della lettera ed anche che non potevo compararmi a certe indiscusse personalità …

Ritornando al problema della preghiera Musulmana sui morti non Musulmani tempo fa una coppia, lei nata italiana e ritornata all’Islam, lui Musulmano dalla nascita, mi chiese se la signora poteva pregare sulla tomba dei genitori morti e non Musulmani. Mi sono permesso di suggerire all a signora in questione di chiedere ad Allah di considerare la situazione dei suoi genitori e di portare per loro tutta la Misericordia di cui solo Allah è Padrone Assoluto.

(continua)

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