Palestina, i militari israeliani sfigurano cadavere

Domenica  23 febbraio, l’esercito occupante in terra di Palestina, ha oltrepassato un altro limite nell’indifferenza totale del mondo intero. Oltre a rubare i corpi dei palestinesi uccisi e non riconsegnarli più ai legittimi parenti per piangerli, adesso usa sfregiare il corpo dell’ammazzato dilaniandolo con i bulldozer.

Il ministro della Difesa israeliano, Naftali Bennett, su Twitter ha espresso sostengo ai suoi uomini affermando: “questo è quello che deve essere fatto, ed è così che sempre sarà fatto!”. Detto da un esponente del governo che dice di volere la pace in quelle terre, credo sia un esagerato considerare tale governo come un’entità che cerca la pace.

Come sempre accade a Gaza, la Forza di difesa israeliana (Israelian defence force -IDF) ha aperto il fuoco su alcuni palestinesi, accusandoli, secondo il rapporto ufficiale, di essere militanti della Jihad Islamica palestinese. Hanno ucciso solo un uomo: Mohammed Al Naem, che sempre secondo l’IDF è un membro attivo di questo gruppo.  E come sempre accade, i soldati hanno cercato di sottrarre il corpo dell’ammazzato, ma non ci sono riusciti, perché altri palestinesi, nonostante il fuoco aperto contro di loro, stavano cercando di riprenderselo.

I militari israeliani hanno deciso bene di allontanare i palestinesi con un bulldozer e allo stesso tempo di prendere il corpo di Mohammed usando il mezzo cingolato. Non riuscendo, hanno spinto i cingoli sul corpo dell’uomo e in seguito hanno mosso la pala del bulldozer sul deceduto e appeso ai denti della stessa lo hanno trascinato via, completando la terribile opera di sfiguramento del cadavere.

Questo non è un atto di guerra, in nessuna convenzione è acconsentito distruggere un corpo di un uomo deceduto, come un nessuna convenzione firmata da stati civili e democratici rispettosi dei diritti umani è consentito rubare i cadaveri. Cosa che l’IDF israeliano orami fa da anni.

La famiglia di Al Naem sconfessa l’appartenenza dell’uomo a qualsiasi forza terroristica palestinese e sia la moglie che la madre ne piangono la scomparsa e ancor di più lo strazio di non poterne onorare le esequie.

Dopo quest’atto sono stati lanciati dei razzi nel sud di Israele, che ha risposto bombardando Gaza e, contro ogni legge internazionale il sud della Siria.

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