Ohchr: “Autorità non incitino a odio e discriminazione”

03/09/2019 di Jamal Qadeer

“L’OHCHR apprezza le misure legislative, giuridiche, istituzionali e politiche contro lediscriminazioni razziali in Italia, ma nota che rimangono alcune lacune. Nonostante vari progetti e iniziative siano in corso, l’implementazione di queste misure deve essere rafforzata, attraverso azioni chiare e la condanna pronta e sistematica di tutti i discorsi razzisti e crimini d’odio”.

 

È quanto scrive l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani in un report, pubblicato oggi, sulla missione condotta in Italia tra il 28 gennaio e il 1 febbraio per valutare la situazione sul razzismo nel nostro Paese. Il documento contiene una lunga serie di raccomandazioni al governo italiano sui seguenti temi: istituzioni; raccolta di dati; incitamento a odio razziale, discriminazione e violenza; forze dell’ordine; diritti economici, sociali e culturali; apolidia; gruppi particolari; difensori dei diritti umani.

“Le autorità – sottolinea l’agenzia delle Nazioni Unite – dovrebbero astenersi dal fare dichiarazioni che incitano all’odio razziale e alla discriminazione, in particolare facendo leva sulle ansie della popolazione riguardo sicurezza, prosperità economica e identità nazionale, che aprono la strada alla normalizzazione della discriminazione razziale”. Inoltre, il governo italiano dovrebbe “valutare attentamente l’impatto delle modifiche normative  per assicurarsi che non esacerbino ulteriormente la situazione delle persone in situazioni di vulnerabilità”. 

Tra le altre cose, si raccomanda al governo italiano di rafforzare gli sforzi per monitorare, contrastare e porre fine allediscriminazioni nel mercato del lavoro e nell’accesso alla formazione professionale. Inoltre, dovrebbe prendere in considerazione delle “modifiche al Decreto Sicurezza”, “astenersi dal disegnare un collegamento tra migranti e sicurezza e assicurare che le misure legali non portino a un incremento dei casi di apolidia, vulnerabilità allosfruttamento o mancanza di accesso ai diritti umani”. 

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