«Negro di m…» a un atleta di dieci anni. L’Aurora Desio scrive ai politici

04/11/2019 di Redazione

«Negro di merda» a un bambino di dieci anni. Sarebbe accaduto sabato pomeriggio in Brianza.
“Fior” di linguaggio volato dalla bocca di una mamma (sic!). Lo si legge sulla pagina Facebook dell’Unione sportiva Aurora Desio – settore giovanile, società calcistica dilettantistica. Episodio che ha indotto lo steso club a denunciare il fattaccio al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, all’assessore regionale allo Sport, Martina Cambiaghi, al sindaco di Sovico, Barbara Magni, alla Lega nazionale dilettanti – Figc, ai media. È successo durante Aurora Desio – Sovicese, partita della categoria Pulcini. Altro spaccato di un fine settimana amaro per il calcio, visto il trattamento riservato da alcuni spettatori a Balotelli.

«Una semplice partita di calcio giovanile, che – raccontano dal club di Desio – dovrebbe essere solo momento di amicizia, condivisione, fair play, come l’Aurora ripete e promuove concretamente da anni, con una serie di iniziative: su tutte, le proprie maglie arancioblu da gioco, 300, con la scritta #SquadraAntiBulli sul petto. E invece, la partita, senza motivo, si scalda. Ma il peggio arriva quando un piccolo giocatore dell’Aurora, di colore, si sente insultare con quella frase choc – “negro di merda” – proveniente dai genitori ospiti. La voce è femminile ed è sentita da altri compagni e da altri adulti. Il bambino finge indifferenza. Con grande forza d’animo incassa e continua a fare ciò che più ama, correre dietro il pallone, con i suoi amici. A fine partita, insieme a un compagno, riferisce quelle parole al mister e poi ai genitori, tra l’altro molto attivi nel mondo del volontariato, della cooperazione, della difesa dei diritti umani».

Dunque l’Aurora Desio ha denunciato l’accaduto «affinché si faccia squadra contro questo disgustoso fenomeno». Lettera indirizzata anche alla Sovicese: «Certi che i vertici della Società condividano i valori di sportività e condannino ogni forma di razzismo ci aspettiamo che venga avviata una indagine interna per individuare chi si è resa autrice di questo gesto vile e indegno, nei confronti di un bambino di dieci anni. Finché non sarà individuata e oggetto di Daspo temporaneo dai campi giovanili, ci rifiuteremo di incontrare la Sovicese in qualsiasi competizione ufficiale, anche a costo di rischiare multe e penalizzazioni».

Alla assunzione di distanza dalla Sovicese si aggiunge un gesto simbolico. «Nel prossimo weekend – annuncia l’Aurora Desio – alcune nostre squadre giocheranno con il volto dipinto di nero e con altre squadre faremo dei laboratori, con disegni per far capire che noi l’unica razza che conosciamo è quella umana. Sperando che un giorno, non troppo lontano, sia così ovunque».

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