Matera Capitale europea della cultura, inaugurazione del “Giardino di Zyz” tra dialogo interreligioso e interculturale

13/07/2019 di Redazione

Sarà la più grande installazione di arte contemporanea di Matera Capitale europea della cultura e verrà inaugurata il prossimo 15 luglio. Un vero e proprio percorso di simboli e sculture all’interno di un’area di 26 metri per 20 delimitata da cinque mila sacchi nei sette colori della pace. È Il Giardino di Zyz, l’opera dell’artista veneziano Gianfranco Meggiato, che dal Belvedere del Parco della Murgia Materana guarderà la città dei Sassi: una mano aperta, simbolo in molte culture di protezione, apertura e spiritualità.

Un progetto artistico promosso da Ente Parco della Murgia, Comune di Matera e Associazione ITRIA (Associazione per il dialogo interreligioso e interculturale) e curato dalla critica e storica dell’arte Daniela Brignone. Così come con La Spirale della vita, realizzata per Manifesta 12 a Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 in memoria di tutte le vittime innocenti di mafia, Meggiato crea opere monumentali ispirandosi a valori e temi che invitano alla riflessione e alla meditazione attraverso l’arte.

L’installazione sarà presentata lunedì 15 luglio alle 10,30 presso la Sala Mandela del Comune di Matera. Oltre all’artista e alla curatrice, interverranno: il sindaco Raffaello Ruggieri, il presidente dell’Ente Parco della Murgia Michele Lamacchia, il direttore generale dell’APT Basilicata Mariano Schiavone, l’arcivescovo di Matera, Monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo, l’imam Usama El Santawy, il rabbino Ariel Finzi di Napoli, la fondatrice di TheShukran Fatna El Hamrit e il presidente di Greenaccord Alfonso Cauteruccio. Modera: il direttore del Museo Lucca Center Contemporary Art Maurizio Vanni.

Per Meggiato Zyz – come gli antichi fenici definivano il fiore – è “l’essenza primigenia della conoscenza e della cultura. Il fiore che può e deve ancora sbocciare nel giardino di un presente lacerato da divisioni e incomprensioni, trovando ciò che unisce”. Per questo, all’interno della mano – che per i musulmani è la mano di Fatima, per gli Ebrei è la mano di Miriam, per i Cristiani Ortodossi è la mano di Maria e per i Cattolici, più in generale la mano dell’accoglienza verso l’altro – è un fiore che custodisce la scultura più alta dell’artista e il suo invito esplicito all’unità e al dialogo attraverso la frase “Tutto è uno”, scritta nelle trenta lingue più parlate al mondo.

Di origini veneziane, Gianfranco Meggiato dal 1998 partecipa ad esposizioni in Italia e all’estero e ad eventi internazionali. Dal 2016 realizza opere urbane e installazioni di grande potenza evocativa. Nel 2017 ha ricevuto il premio ICOMOS-UNESCO “per aver magistralmente coniugato l’antico e il contemporaneo in installazioni scultoree di grande potere evocativo e valenza estetica”.

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