Marocco, lanciata la campagna #Tousenshort S(h)ortons les in difesa delle donne

L’hastag #Tousenshort che sta a significare “Tutti in short” e S(h)ort ons che vuole indicare “accorciamoli” e “facciamoli fuori” sta girando sui social marocchini, invitando a fotografarsi in pantaloncini per sostenere un gruppo di ragazze belga che sono state minacciate di morte da parte di alcuni estremisti. Tutto nasce da un gruppo di ragazzi e ragazze facenti parte della ong belga Bouworde, organizzazione che sta aiutando a costruire una strada nel villaggio di Adar, vicino Taroundant, nel sud del Marocco. Data la stagione, le ragazze, durante le giornate di lavoro, usavano gli short come abbigliamento, e questo atteggiamento ha suscitato molte proteste da parte del senatore Ali El Asr del Pjd — partito di maggioranza conservatore e filo islamista, Ali El Asr, che ha dichiarato sui social: “Quando mai in Europa si fanno lavori in costume da bagno?”con un agghiacciante commento è apparso sotto il post:”Le loro teste dovrebbero essere tagliate così che nessuno osi sfidare gli insegnamenti della nostra religione“. Tramite indagini, si è risalito al autore del post, un insegnante marocchino che è stato prontamente arrestato.
Sui social è partita subito la campagna di solidarietà, e nei prossimi giorni è stata indetta una manifestazione da parte dei media marocchini tra cui Med1 TV, sui lidi di Casablanca in solidarietà delle ragazze, dove tutti dovranno presentarsi in pantaloncini.

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