Manager, docente e madre, vita di una donna italo-tunisina

24/02/2020 di Elena NIcolai

È recente la notizia che Riyad (Arabia Saudita) sarà la nuova capitale della donna araba per l’anno 2020-2021, mentre nel cuore di Tunisi, in Avenue Bourguiba, ancora si legge alto il grande manifesto che celebra l’elezione di Tunisi per l’anno appena trascorso, 2019/2020.

Che cosa caratterizzi la donna araba e tunisina è difficile riassumere per astrazione ma può essere esemplificato in storie semplicemente vere, che raccontano e non descrivono.
Amel Jouini, con la sua testimonianza, apre una finestra sulla Tunisia e le sue relazioni con l’Italia, sulla complessità dell’essere semplicemente donna. Amel è oggi manager presso un’azienda italiana che si occupa di internazionalizzazione di imprese, ma il primo contatto con l’Italia è stato il mondo universitario: “L’occasione di avvicinarmi all’Italia non è stata programmata. Insegnavo all’epoca lingua e cultura araba presso l’Istituto universitario Bourguiba e, tramite una convenzione universitaria, sono venuta ad insegnare presso gli atenei italiani”. Da allora, il legame con l’Italia si è rafforzato e negli anni ha affiancato l’impegno di donna manager a quello della docenza universitaria presso prestigiosi atenei quali la Luiss, la Iulm, l’Università di Messina e di Reggio Calabria”. La sua professionalità è stata messa al servizio anche del Ministero degli Interni dell’Arma dei Carabinieri: “Ho tenuto corsi professionalizzanti di lingua araba per ufficiali e sottufficiali dell’Arma a Roma e Reggio Calabria. Nell’ambito di un progetto P.o.n. per la sicurezza, inoltre, ho insegnato arabo a dirigenti e agenti in varie prefetture pugliesi”, ricorda Amel.

Amel-Jouini
Amel Jouini

Oltre al suo impegno lavorativo, Amel in Tunisia è attiva in ambito sociale ed è nel direttivo dell’associazione Act’up, impegnata nella protezione dell’ambiente. Amel è anche madre di due bambini: “Faccio i salti mortali per conciliare tutto” – dice con un sorriso – “devo organizzare il mio tempo in modo maniacale. Voglio che i miei ragazzi imparino ad essere autonomi e li ho avviati a molte attività delle società civili. Stanno crescendo adesso e questo facilita molto la gestione familiare”.

Spiega come la lingua araba sia un veicolo culturale e una opportunità lavorativa che avvicina Italia e Tunisia: “La conoscenza linguistica è parte integrante delle competenze fondamentali per i giovani ai fini della formazione, dell’occupazione, degli scambi culturali.  I corsi di lingua nelle varie forme hanno come obiettivo non quello di parlare correntemente una lingua come un madrelingua, bensì̀ di raggiungere una capacità adeguata delle 4 abilità (leggere, ascoltare, scrivere e parlare)
oltre a sviluppare le competenze interculturali.

L’arabo è lingua ufficiale in 22 Paesi, (Vicino Oriente, sud del Mar Mediterraneo), un mondo molto vicino geograficamente all’Italia, per i rapporti diplomatici ed economici e
sono tanti i settori in cui sfruttare la conoscenza dell’arabo”- continua Amel- “commercio e logistica, compagnie aeree e marittime, giornalismo, turismo di lusso, diplomazia internazionale, interpretariato e traduzioni, accoglienza e gestione dei migranti start’up, e molti altri.

Il manager che è in lei prende il posto della docente e sottolinea i rapporti tra Italia e Tunisia: “L’ Italia è il secondo partner commerciale della Tunisia con interscambio bilaterale nel 2017 attorno ai 5,6 miliardi di euro, e un saldo in attivo. In Tunisia sono installati più di 850 società̀ e l’Italia è considerata il secondo cliente e il primo fornitore della Tunisia.
Le imprese italiane installate in Tunisia impiegano quasi 65 000 persone e rappresentano quasi un terzo di tutte le imprese a partecipazione straniera. La Tunisia offre condizioni ideali per gli imprenditori italiani”.

Un’esperienza, una storia lavorativa e di madre tra Tunisia e Italia: semplicemente la storia di una donna. Italo-tunisina.

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