Macellazione halal, la verità oltre le bugie dei media (VI e ultima parte)

Abbiamo visto come la macellazione halal è compiuta non solo dai musulmani, ma anche dagli ebrei e dalla maggioranza dei contadini di ogni parte d’Italia, che usano macellare l’animale nell’unico modo conosciuto e consigliato dai nostri avi.  I media però spesso non danno tutte le informazioni. E allora la criminalizzazione è facile se ci si limita a mostrare il video di pecore maltrattate prima di venire uccise,  immagini choc di un mattatoio dello Yorkshire, in Inghilterra. Abbiamo spiegato che gli animali al macello non sono coscienti al momento del taglio. Ma leggiamo notizie che sostengono il contrario.

Citiamo anche il libro “Bon appétit!”, di Anne de Loisy, secondo cui la macellazione rituale sia un metodo  più rapido ed economico di qualsiasi altro processo di macellazione grazie alle minori precauzioni. Sappiamo però che il Regolamento 1099/2009 (Ce) concede una certa sussidiarietà a ciascun Stato dell’Unione europea e che nel nostro Paese è stata concessa la deroga, purché la macellazione rituale avvenga in macelli autorizzati e sotto controllo delle autorità sanitarie locali. E che il Servizio veterinario territorialmente competente effettuerà un sopralluogo per verificare il possesso dei requisiti richiesti dal regolamento ed emetterà, qualora tali requisiti siano rispettati, parere favorevole alla macellazione rituale.

Dunque, siccome anche gli ebrei usano la macellazione rituale, la battaglia di qualcuno non sarà più soltanto contro i cattivi musulmani? Noi musulmani, anche se ci vietano in Italia di macellare halal, la carne la compreremo nei Paesi islamici, quindi continueremo a mangiarla come ci è stato ordinato. E pazienza se i produttori di carne ci perderanno, visto che spenderemo i nostri soldi da un’altra parte.

(fine)

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