L’Islam e la condizione delle donne (3)

28/01/2020 di Redazione

(segue)

Di Cristian Farano, referente di Jamia Al-Karam

È davvero sorprendente, in una tradizione maschile, come è reputata la tradizione Islamica, l’ emergere di questa umile e povera donna che visse intensamente la sua fede in una maniera davvero esemplare e profonda. Con Rabia al Adawiyya, Rahmatullah Ahle, il movimento spirituale dell’Islam ritrova con rinnovato vigore la propria apparente dimensione di puro e rude ascetismo, non fine a se stesso ma come risultante di un elevato grado di intenso e puro amore per Dio, scevro da ogni timore e speranza di retribuzioni “post mortem”: Amore per Allah ed intensità quasi uguali a quelli del Santo Profeta dell’Islam صلى†الله†عليه†وسلم†che è l’autentico, vivente ed irraggiungibile modello di Sufi per tutta la sua posterità (cioè le catene spirituali dei vari ordini spirituali). Si racconta che un giorno dei giovani videro Rabia correre per le strade di Baghdad portando in una mano una torcia con del fuoco acceso e nell’altra un recipiente d’acqua. Le chiesero: <<O Rabia! Dove stai andando?>>. Rabia al Adawiyya, Rahmatullah Ahle, rispose così: <<Sto andando in cielo per gettare il fuoco in Paradiso e per versare l’acqua nell’Inferno, in modo che entrambi cessino di esistere. Allora sarà manifesto il mio scopo: che i fedeli guardino a Dio senza speranza e senza il Reale, ed obbedirebbero esclusivamente ai Suoi ordini>>. In questa bellissima orazione di Rabia Al Adawiyya, Rahmatullah Ahle, risplende questo suo concetto dell’Amore puro per Dio: << O mio Dio! Tutto il bene che hai decretato per me in questo mondo donalo ai Tuoi nemici. Tutto quello che hai preparato per me in Paradiso donalo ai Tuoi amici. Io invece non cerco che Te solo>>. E ribadisce il suo sentimento di puro Amore in questi altri bellissimi versi: <<O mio Dio! Se Ti ho adorato per paura dell’Inferno, bruciami nelle sue fiamme. Se Ti ho adorato per la speranza del Paradiso, privami di esso. Ma se Ti ho adorato per Te solo, non privarmi della contemplazione del Tuo volto>>. Osservando queste bellissime orazioni l’esperienza spirituale di Rabia Al Adawiyya, Rahmatullah Ahle, si riassume in un solo punto: l’Amore per Allah (Dio Unico). Ed essendo Dio l’Assoluto, l’amore per Lui non potrà che essere assoluto. Ogni altra realtà mondana come beni, ricchezze, matrimonio, ecc …, sono ostacoli alla totale purezza di questo amore e dunque vanno rimossi. Da Rabia in poi amore e visione sono due termini inseparabili della via spirituale. Sarà proprio grazie a lei che la via spirituale nell’Islam, meglio nota come sufismo (Tasawwuf al Islami in Arabo) passa dalla apparente dimensione aspra e dura del puro ascetismo praticato da alcuni ordini spirituali del Tasawwuf, a quella celestiale del puro amore per Allah (Dio Unico), un amore che caratterizzerà molti “ebbri” di amore per Dio, tra cui il più celebre e celebrato è Mansur Al Hallaj, Rahmatullah Ahle, martire dell’ Amore per il Dio Unico e grande maestro di questo Amore, che deve avere anche ispirato Dante quando fa riferimento all’Amore Divino che muove il Cosmo. Va chiarito qui che la dimensione aspra e dura dell’ascetismo praticato da certi ordini spirituali era ed è il risultato dello stesso amore evidenziato e portato alla luce da Rabia Al Adawiyya, Rahmatullah Ahle. Questo Amore, bakhtico, è divenuto anche il tratto caratteristico dell’ordine Chishti di cui Rabia Al Adawiyya, Rahmatullah Ahle, è una antesignana in quanto discepola prediletta del terzo Polo della Silsilah Chishti, sua santità Hassan Al-Basri, Rahmatullah Ahle, il quale a sua volta ricevette gli insegnamenti e l’investitura di maestro spirituale da sua santità Ali ibn Talib Al Murtaza, Radi Allahu Ta’ala Anhu, noto come il Leone di Allah.

 

Foto di Ikhsan Sugiarto su Unsplash

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