La tragedia dei migranti, il ricatto di Erdogan

02/03/2020 di Andrea Aufieri

Sono oltre diecimila i profughi provenienti dalla Siria e da tutto il corno d’Africa a cercare di raggiungere l’Europa dopo che la Turchia ha sbloccato le frontiere. Ed Europa per loro significa Grecia, tra Lesbo e le altre isole vicine. Una catastrofe umanitaria imminente, che ha provocato la rivolta degli abitanti delle isole, che appena tre mesi fa si erano distinti per la loro accoglienza. Questa volta i poliziotti che erano arrivati con le escavatrici da Atene per costruire o allargare i centri di accoglienza sono dovuti tornare indietro dopo una notte di scontri con i locali. Sulle rive dell’Egeo gli abitanti sono andati a mani nude a ricacciare indietro i disperati sui barconi.

“Da quando abbiamo aperto i nostri confini, il numero di migranti diretti in Europa è di centinaia di migliaia. Presto sarà nell’ordine di milioni”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in un discorso a membri del suo Akp ad Ankara. “Il nostro consiglio di sicurezza nazionale ha deciso di innalzare a massimo il livello di protezione alle frontiere”, ha dovuto capitolare, invece, il premier Kyriakos Mitsotakis al termine di una riunione di governo.

Dov’è l’Europa quando non si tratta di affari? Prova a mobilitarsi: nei prossimi giorni i ministri degli Esteri dell’Unione hanno indetto una riunione straordinaria del Consiglio convocata dall’Alto rappresentante Josep Borrell.

I migranti che Ankara sta facendo transitare sulla sua frontiera sarebbero circa 15 mila, che si sommano ai 10mila già respinti che tenteranno di rientrare.

Perché Erdogan fa tutto questo? Da un lato esige una nuova riscossione oltre ai 6 miliardi già sborsati dall’Unione Europea nel 2016. La sua richiesta è di 3 miliardi, che l’Europa dovrà decidere entro fine mese se sborsare. Secondo il sito #truenumbers sarebbero ben 15 i miliardi che il vecchio continente ha regalato alla Turchia dal 2002.

Dall’altro lato Erdogan vuole sbloccare la situazione in Siria, chiedendo a Mosca e ai suoi seguaci europei di non difendere più Assad, quanto meno a Idlib, dove è in atto in queste ultime settimane una feroce escalation e dove sostiene altrettanti criminali di guerra che non si sa bene quale beneficio potrebbero portare a Damasco se non quello di realizzare una Siria accondiscendente e ancillare nei confronti di Ankara.

I migranti fanno così paura all’Europa da lasciare che Erdogan porti a compimento il suo piano?

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