“La passione di Ashura”, un messaggio d’amore e di etiche virtù

30/09/2019 di Lela Esposito

L’eccidio di Ashura del 680 nel quale fu ucciso anche Husayn, nipote di Muhammed, ogni anno ricordato dagli sciiti, ha ispirato l’iraniano Hassan Ruholamin. A quel martirio dedicata la mostra “Islam e Cristianesimo: la Passione di Ashura”, svoltasi l’altro ieri pomeriggio a Roma, organizzata dall’associazione Imam Mahdi.

Maestro, perché vedere questa mostra?

«L’importanza di questa mostra è nel poter trasmettere un messaggio che non è sponsorizzato da istituzioni governative, ma che è personale, quindi arriva meglio ai fedeli».

Qual è questo messaggio?

«Voglio dimostrare l’affetto che provano gli sciiti verso l’imam Husayn e che in questo amore ci sono tutte le virtù etiche. Questa è anche la chiave dell’unità dell’unità tra i musulmani».

Arte e cultura alla base del dialogo e della reciproca conoscenza?

«Più i metodi che noi usiamo per trasmettere i nostri messaggi sono dolci e più il messaggio raggiungerà l’obiettivo. Se invece utilizziamo dei metodi come la guerra, sicuramente allontaniamo la gente non possiamo, non possiamo dare quella conoscenza che vogliamo noi. Se utilizziamo l’arte e la cultura, sicuramente questo è il miglior modo per trasmettere i nostri messaggi. Però dobbiamo stare attenti a non cadere nel banale, negli slogan, quest’arte deve mantenere sempre la sua nobiltà».

 

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