La Grecia e le sue masjid storiche

In Grecia vivono stabilmente circa un quarto di milione di musulmani, concentrati quasi tutti ad Atene, senza contare negli ultimi anni, tutti i rifugiati provenienti dalla Siria e altri paesi del Medio Oriente.

Nonostante i secoli di dominio ottomano, non vi è rimasto molto che possa ricordare tale periodo, ce non in alcuni zone della penisola ellenica nella sua capitale, ove ci sono due masjida che risalgono al periodo turco: la masjid Fethiye e la masjid Tzisdaraki.

La prima è situata nel mezzo dell’Agorà romana, vicino la Torre dei Venti, fu costruita intorno al 1668-1670. Era chiamata la moschea di Staropazaros, che significa il mercato del grano, perché costruita vicino il bazar di grano il pazari. Essa è costruita a quadrifoglio, ossia cupole centrale grande e quattro cupole ai quattro punti cardinali, che formano appunto la foglia della pianta citata, a un lato di queste vi è il Mihrab, ossia la nicchia che rappresenta la Qibla, la direzione verso la Makkah.

Il nome dato alla masjid, Fethiye, probabilmente è riferito alla conquista da parte dell’impero turco dell’isola di Creta ai danni di Venezia, avvenuta nel 1669.

L’altra masjid, quella di Tzisdarakis, prende il nome dai termini persiani castello “dizdar” e custode “dar”, quindi protettore del castello o masjid. La costruì il governatore dell’epoca Mustafa Agha Tzisdarakis nel 1759, nel cuore del mercato di Atene di quel tempo.

Questa masjid dopo la caduta dell’impero, andò in disuso, fino ai primi restauri iniziati nel 1918 che ne fecero un museo, e nella metà del novecento, essa fu parzialmente restaurata in modo che Saud bin Abdulaziz Al Saud, re saudita che viveva in esilio ad Atene, potesse avere un posto per pregare.

Mentre la masjid Fethiye subì altre peripezie: da prigione divenne caserma, poi scuola militare e infine un forno. Negli ultimi anni è stata posta a restauro, e all’interno vi sono occasionalmente delle mostre archeologiche e storiche.

Ultimamente, Atene si è dotata di un luogo di culto per noi musulmani, ma il problema è che ancora non è stato trovato un imam qualificato e riconosciuto per poter guidare le preghiere e poter fare il sermone del Venerdì.

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