Israele, Lista Araba Unita, partecipazione più alta dal 1999

04/03/2020 di Redazione

Pur di evitare un blocco insormontabile costituito dalla maggioranza Likud – partiti estremisti religiosi, questa volta l’Autorità palestinese non ha invitato gli arabo-israeliani all’astensione e, anzi, dagli altoparlanti dei minareti delle moschee, invece che il richiamo alla preghiera, sono arrivati slogan che incitavano ad andare alla urne.

Molti arabo-israeliani sono andati a votare nell’ultima ora disponibile, raggiungendo una partecipazione come mai dal 1999, vicina al 70 per cento, poco sotto quella nazionale, cancellando i dati vicini al 50 per cento delle tornate degli ultimi anni.

La minoranza araba rappresenta il 20 per cento della popolazione di Israele e la Lista unita ha ottenuto ben 15 seggi su 120, un risultato senza precedenti, se si conta che ben 61 seggi sono andati alla coalizione guidata dal premier uscente.

Dal punto di vista palestinese sarebbe la fine del sogno di uno Stato indipendente. La Lista unita sperava però di più. E cioè che Benny Gantz sopravanzasse Netanyahu e fosse costretto a chiedere i voti arabi per formare una maggioranza. Un’ipotesi difficile, ma non impossibile. Anche perché lo stesso Gantz ha accettato il piano americano ma a patto che venga “negoziato con la comunità internazionale”, cioè Onu, Europa e anche Paesi arabi. Una cornice che alla Lista unita andava bene ed era pronta ad appoggiare dall’esterno, senza entrare nel governo.

Uno dei leader della Lista unita, Ahmad Tibi, ha parlato di «risultato impressionante» ma anche avvertito che «la destra è ancora più forte e ci aspettano tempi difficili». Netanyahu ha mancato la maggioranza, ma Kahol Lavan «ha fatto peggio» e così i suoi alleati laburisti e della sinistra sionista.

L’altro presidente, Ayman Odeh ha però sottolineato il grande sforzo della comunità araba, andata alle urne nonostante la stanchezza per i voti ravvicinati: «Saremo il maggiore ostacolo nella formazione di un governo di destra», ha sottolineato. La mobilitazione, specie nel pomeriggio delle elezioni, è stata massiccia.

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