#iorestoacasa, le limitazioni alla mobilità dei cittadini

09/03/2020 di Redazione

L’applicazione della zona rossa a tutto il territorio nazionale, annunciata dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, riporta già da domani, martedì 10 marzo 2020, fortissime restrizioni in particolare alla circolazione delle persone fisiche.

Come ha detto Conte, tutte le persone sul territorio nazionale sono chiamate a fare un grande sacrificio per contenere la diffusione del CoVid-19, la malattia derivante dal nuovo coronavirus.

Per contro, è importante dirlo, non ci sono le stesse forti limitazioni riguardanti il trasporto delle merci.

Il decreto presenterà dunque gli stessi caratteri emessi appena sabato sera dalla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, per quanto riguarda Lombardia e altre 14 province. Si limiteranno dunque gli spostamenti delle persone fisiche in entrata in uscita e all’interno di tutto il territorio nazionale.

Ogni spostamento dovrà essere motivato da «esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute». Ci sono non poche perplessità su cosa possa essere definito uno stato di necessità e sarà interpellato con ogni probabilità il comitato tecnico-scientifico per chiarirlo.  Tali motivazioni dovranno essere presentate tramite un’autocertificazione, che per il decreto dell’8 marzo poteva anche essere prodotta sul momento.

Le persone colpite dalla malattia, in quarantena oppure risultate positive al coronavirus non potranno spostarsi per alcun motivo. Devono essere delineate le possibilità di chi si trova in isolamento o  autoisolamento fiduciario.

La gravità della situazione ha occupato un tempo discreto nelle dichiarazioni di Conte, ed è probabile intuire che i controlli saranno questa volta molto più stringenti di quanto non sia accaduto in questi due giorni.

Per quanto riguarda i trasporti, a bordo dei treni i controlli saranno a carico della polizia ferroviaria, che inoltre «canalizzerà» i passeggeri in entrata e uscita dalle stazioni per evitare assembramenti e provare la temperatura di chi viaggia.

Per chi viola le norme del decreto e della circolare è prevista una sanzione per inosservanza di un provvedimento di un’autorità, punita con l’arresto fino a tre mesi o un ammenda fino a 206 euro (articolo 650 del codice penale), oppure nei casi più gravi una sanzione per delitti colposi contro la salute pubblica, con pene da sei mesi a dodici anni. Ci sono poi le pene riservate agli autori di dichiarazioni mendaci sulle autocertificazioni, il cui contenuto potrà essere verificato anche in istanze successive.

Il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all’interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle stesse.

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