Intervista a Sabrine Ben Ammar, make up artist per la modest fashion

27/03/2020 di Redazione

Continuiamo il nostro viaggio nella conoscenza di storie belle, storie di giovani donne musulmane, che, dandosi da fare ogni giorno con tutti i mezzi a disposizione e mettendoci tutto il cuore e la passione possibili, cercano di realizzare i loro sogni e le loro aspirazioni, integrandole sempre di più nella propria vita.

 

 

Oggi conosceremo Sabrine Ben Ammar, giovane make up artist che collabora con Fatima Shop Boutique in occasione di sfilate e shootings. L’abbiamo intervistata affinché la sua storia come altre storie che abbiamo raccontato e racconteremo, possa essere di esempio e stimolo ad altre giovani donne. Buona lettura!

Buongiorno Sabrine! Posso chiederti quando e dove sei nata?
Sono nata il 29 gennaio 1999 in provincia di Como.

Che valore riveste nella tua vita la passione per il make-up e quanto è importante trasformare la tua passione in un vero e proprio lavoro?

Sicuramente un grande valore: trasformando la mia passione in un lavoro posso vedere più piacere e meno dovere in quello che faccio. Ricordo che durante un esame alle scuole superiori, mi fu chiesto che lavoro avrei voluto svolgere dopo essermi diplomata. La mia risposta fu: “Non vorrei ritrovarmi a lavorare tutti i giorni, otto ore al giorno facendo cose che non mi piacciono.”. In quel momento i professori mi guardarono con aria preoccupata (per il mio futuro, forse?), Io continuai: “Magari scoprirò una passione particolare che potrò convertire in una professione.”. Dopo questa mia frase ebbi l’impressione che i miei insegnanti tirassero un sospiro di sollievo!

Quando e in che modo hai iniziato ad apprendere la tua “arte”?

Tutto iniziò proprio alle superiori. Ho frequentato un istituto professionale di moda il cui piano di studi prevedeva che si organizzassero ogni tanto delle sfilate. Durante il mio secondo anno mi auto proposi per poter truccare le modelle: da quel momento fui chiamata a farlo anche negli anni successivi. Dopo essermi diplomata, lasciai per un po’ da parte questa passione per vari motivi personali. A Maggio del 2019, incoraggiata da qualche amica, ripresi a pensare con entusiasmo alla mia passione e a fare progetti affinché potesse diventare parte integrante del mio futuro e potesse trasformarsi in un vero e proprio lavoro.

Così, in seguito a qualche piccola pubblicità, sono stata chiamata per truccare una modella per uno shooting particolare. Ho riscoperto così un mondo che mi emozionava e mi emoziona ancora, molto.

Ho imparato tutto da sola, truccando amici e parenti. Non ho mai frequentato nessun tipo di corso, seguo vari makeup artists sui social e l’approfondimento dei contenuti dei loro blog e dei loro profili mi ha aiutata a scoprire quello che volevo fosse lo stile che mi contraddistingue. Ho letto anche vari libri di artisti come Kevin Aucoin, Bobbi Brown, Scott Barnes, ecc.  Insomma, mi piace sperimentare ed esercitarmi da sola. Non è un certificato a fare di me una “Make Up Artist”.

Ti abbiamo visto lavorare mentre truccavi la modella Sara El Tarass prima del servizio fotografico in Fatima Shop Boutique: quanto sarebbe importante per te lavorare in maniera stabile nel campo della modest fashion, come make up artist?

Il modest fashion è un campo che interessa generalmente tutte le donne musulmane che amano curare il proprio aspetto esteriore, vestire alla moda pur abbigliandosi in maniera adatta al proprio status di donna musulmana:  per me è importante far sapere che ci sono anche delle Make Up Artist alle quali potersi rivolgere per il proprio trucco in quanto il trucco fa sentire una donna più femminile e più bella.

Ora collaboro con la prima boutique italiana di abbigliamento islamico Fatima Shop Boutique, di cui avrete sicuramente sentito parlare. È certamente un’esperienza da cui imparerò molto per quel che concerne il mondo della moda islamica. Collaboro inoltre, sempre come Make Up Artist, con un’azienda che si occupa di organizzare matrimoni ed eventi di vario genere.

Abbiamo notato la tua “valigia con i ferri del mestiere” se ci passi questo modo di definire ciò che ti abbiamo visto utilizzare durante la giornata dello shooting. Ci descriveresti un po’ il contenuto del tuo grande e bellissimo “beauty case” che utilizzi per lavorare? Parlaci anche della   speciale “cintura” che indossi mentre lavori.

Da dove posso iniziare? Il kit è la cosa più preziosa che possa possedere una Make Up Artist! Quindi per me è stato essenziale investire in prodotti di qualità che vadano bene per tutte le mie clienti, dalla carnagione chiara alla carnagione scura.

La cintura porta-pennelli è anch’essa uno strumento professionale molto importante per me, mi fa risparmiare tanto tempo nella ricerca del “pennello adatto”.

È fondamentale dimostrare alla clientela che prendi il tuo lavoro molto sul serio: per questo quando si tratta della mia “valigia con i ferri del mestiere” non scherzo!

Quale messaggio vorresti dare alle ragazze e alle giovani donne che ti leggono oggi sul Daily Muslim e che, come te, sono musulmane in Italia nel 2020?

A tutte le ragazze e donne musulmane voglio dire che se abbiamo una passione, dobbiamo coltivarla.

Coltiviamola perché se non siamo noi a farlo, chi lo farà? Non abbiate paura dei pregiudizi, non lasciamo che il rumore di opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore.

Come disse Steve Jobs: “l’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai. Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti.”

E ascoltate quell’amica che vi dice “sei troppo brava a fare questo, te lo leggo negli occhi che è una cosa che ti piace realizzare”, è proprio da lì che potrebbe nascere qualcosa di meraviglioso!

Ringraziamo Sabrine per aver condiviso con noi la sua storia e le auguriamo ogni successo come auguriamo a tutte le lettrici di poter prendere spunto e trovare il coraggio di coltivare la propria passione affinché possano vivere e lavorare facendo cose che appassionano: lavorare con entusiasmo e amore non è la stessa cosa che lavorare solo per guadagnare qualcosa e le storie che vi stiamo raccontando lo dimostrano.

Quello che dico di buono deriva da Allah swT, quello che dico di errato e cattivo viene solo da me.  E Allah ne sa di più.

Fatima Asmaa M.T. Paciotti

 

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