Il Pakistan maggior esportatore di manodopera nel Golfo

28/01/2020 di Redazione

Il Pakistan esporta sempre più forza lavoro. Solo nel 2019 sono stati più di mezzo milione i lavoratori a essere espatriati e sono stati più di un milione nel 2015 e nel 2016.

A riportare i dati istituzionali è l’opinionista Rafia Zakaria sul quotidiano Dawn, tradotto in italiano da Giusy Muzzopappa per Internazionale.
I Paesi che più hanno goduto dell’importazione di forza lavoro dal Pakistan sono principalmente l’Arabia Saudita e a seguire tutti i paesi del Golfo.

Ma più di 500 pachistani si sono spinti fino al Sudan, scrive Zakaria: “L’emigrazione per chi cerca un’occupazione dunque sembra un fenomeno stabile e probabilmente espanderà la sua quota sul totale del mercato del lavoro”.
Prosegue: “È una cosa buona, perché come dimostrato dai dibattiti più recenti, l’economia pachistana in generale e le riserve di valuta estera in particolare dipendono in misura consistente dalle rimesse inviate da chi guadagna all’estero e manda soldi alle famiglie rimaste a casa”.

Zakaria si sofferma, poi, sul conseguente cambio di ruoli nella società del Paese: visto che gli uomini sono fuori a lavorare, le donne assumono sempre più il ruolo di capofamiglia.

“Non sono solo i lavoratori emigrati dalla regione centrale di Karachi (il distretto che esporta più manodopera nel paese) a lasciarsi alle spalle famiglie guidate da donne. Questo accade anche in aree come l’Upper Dir, che esporta all’estero un numero enorme di lavoratori non qualificati che lasciano in patria case abitate solo da anziani, donne e bambini”.
La tesi del giornalista è che “È innegabile che questi cambiamenti stanno rovesciando le dinamiche familiari e tribali in questa regione. Eppure, c’è poco sostegno per queste famiglie non tradizionali all’interno del discorso culturale e, più in generale, della società”.

L’attenzione dell’opinionista si sposta poi sulle garanzie offerte dalla rete internazionale del lavoro: “Il Pakistan ha sviluppato un quadro amministrativo in cui inserire i dati e supervisionare l’impiego dei pachistani che cercano lavoro all’estero. Il dipartimento per l’emigrazione e il lavoro all’estero ha un sistema di protezione in base al quale chi deve presentare una protesta può scrivere all’agenzia assegnata al suo distretto per chiedere dei risarcimenti. Al momento ,gli agenti per l’impiego usano le licenze per reclutare manodopera solo dopo che sono state rese note le posizioni richieste. A quel punto possono reclutare persone da diverse regioni per poi portarle all’estero. Le agenzie che hanno posizioni da riempire sono elencate su un sito web”.

C’è molto da lavorare, soprattutto – conclude Zakaria – nel campo della negoziazione per le migliori condizioni lavorative possibili, dato che il Pakistan ha uno scarso potere in questo senso, ma potrebbe rifarsi a un quadro di convenzioni internazionali che possono sopperire.

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