Alla recita di Natale invitate anche i bambini musulmani

20/10/2019 di Laura Imen Villa

Il Natale si avvicina e come ogni anno la polemica su recite e presepe sarà probabilmente una “tradizione” italiana. Tanto più che il nuovo ministro dell’Istruzione ha dichiarato di volere una scuola laica, quindi niente Crocifisso. In netto contrasto con quel che circa un anno fa un altro ministro dell’Istruzione del governo Conte, ma di quello gialloverde, aveva detto di volere quel simbolo di cristianità nelle aule scolastiche. Magari incolperanno i musulmani di voler togliere recite e presepe. Il sospetto però è che una parte politica, quella atea, usi la religione per rendere il Paese  senza Dio, mascherato di un falso laicismo. Un pericolo già illustrato da Daily Muslim. I musulmani che vivono in Occidente riconoscono che questa tradizione fa parte del patrimonio culturale dell’Italia e la rispettano, per la pacifica convivenza tra le persone, nel rispetto reciproco. Inoltre tutte le attività, sopratutto se organizzate all’interno delle scuole, di convivialità e di condivisione di momenti tra bambini, sono le benvenute e ben accette, perché l’Italia e l’Europa di domani sarà popolata da questi bambini che tramite la reciproca conoscenza abbatterà i muri creati della paura.

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