Il futuro del Mediterraneo tra geopolitica e sicurezza, società civile e cultura

25/11/2019 di Redazione

Geopolitica e sicurezza, economia e sviluppo, società civile e cultura. Il Mediterraneo come un immenso cimitero? O entusiasmante mezzo di comunicazione tra popoli, opportunità per ulissidi, cioè individui mossi dall’ardore della conoscenza? Magari teatro di viaggi alla ricerca del bello e non tratta di fuga. Sì, perché sia così occorre innanzitutto sistemare un po’ di situazioni qua e là per l’Africa e per il Medio Oriente. Intanto per interrogarsi sul futuro di quello che lo storico francese Fernand Paul Achille Braudel definì “Continente liquido” si svolgerà, dal 5 al 7 dicembre, la quinta edizione della Conferenza Med-Dialogues promossa dal ministero degli Affari esterie dall’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale). In programma all’hotel Parco dei Principi, in via Gerolamo Frescobaldi, a Roma.

In agenda oltre quaranta sessioni articolate sui temi “Shared security”, “Shared prosperity”, “Migration” e “Culture and civil society”.

Inizierà i lavori il ministro degli Affari esteri, Luigi Di Maio, il 6. Chiusura affidata al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte.

Tra i partecipanti alla iniziativa ci saranno, fra gli altri, Idriss Déby Itno, presidente della Repubblica del Ciad, Joseph Muscat, primo ministro di Malta, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani, ministro degli Esteri del Qatar, l’omologo algerino Sabri Boukadoum e quello del Bahrein, Khalid bin Ahmed bin Mohammed Al-Khalifa. E ancora: i ministri degli Esteri, Sameh Shoukry, dell’Egitto; Ayman Safadi, della Giordania; Subrahmanyam Jaishankar, dell’India; Mohammad Javadì Zarif, dell’Iran; Mohammed Ali Al-Hakim, dell’Iraq; Mohamed Taher Siala, della Libia; Riyad Al-Malki, della Palestina; Sabri Bachtobji, della Tunisia; Mevlut Çavusoglu, della Turchia.

E ci saranno  lo yemenita Tawakkol Karman, premio Nobel per la pace, Geir O. Pedersen, inviato speciale delle Nazioni unite per la Siri, e  Ghassan Salamè, rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni unite per la Libia.

Tra i temi le principali crisi regionali , quindi focus su Libia e Siria,  il terrorismo e il destino dell’Isis, la gestione dei flussi migratori e l’impatto geopolitico dei cambiamenti climatici, i nuovi scenari energetici.

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