Il Consiglio canadese delle donne musulmane rigetta completamente l’adozione di Bill 21

25/06/2019 di Redazione

Il premier François Legault ha forzato, senza rispettare l’iter legislativo, il passaggio di Bill 21, la nuova legge che vieta ai pubblici dipendenti di indossare o esibire simboli religiosi durante l’espletamento delle proprie funzioni.

A detta di tutti, questa norma si rivolge, principalmente, alle donne musulmane, in particolare quelle che indossano l’hijab o il niqab. Ancor più preoccupante è la speculazione sull’avere una task force per monitorare l’implementazione di Bill 21. Questo fa pensare alle politiche odiate e tanto disprezzate nei regimi più repressivi.

Come è potuto succedere in Quebec?

La legge andrà contro i principi dichiarati del Quebec per l’emancipazione delle donne e l’avanzamento dell’uguaglianza tra i sessi. Al contrario, annullerà tutti i progressi ottenuti nel corso degli anni.

Diretta conseguenza dell’applicazione di tale divieto sarà l’impossibilità di fare carriera (per chi già occupato), ovvero di ambire ad un posto nella pubblica amministrazione, trovandosi la propria candidatura automaticamente respinta.

Il CCMW (Canadian Council of Muslim Women) vede con profonda preoccupazione queste conseguenze, non solo per le donne musulmane che indossano un simbolo religioso, ma per tutti i gruppi di fede. Infatti, Bill 21, che ora ha ufficialmente acquisito lo “stato di diritto”, apre la strada alla legittimazione della discriminazione e all’emarginazione sociale.

La legge fomenterà solo l’islamofobia, l’antisemitismo e l’odio contro tutte le comunità religiose, che praticano la loro fede in pace e contribuiscono alla prosperità sociale ed economica del Quebec.

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