I pensieri della festa dell’ ‘eid al-Fitr (عيد الفطر مبارك)

Auguri a tutti i musulmani. Tutta la redazione di Daily Muslim si unisce agli auguri, dal direttore ai vari collaboratori sia fissi e sia saltuari, dal sottoscritto al gruppo CEO di DM. Auguri! Felice ‘Eid: عيد الفطر سعيدة

Perché (عيد الفطر)? La parola (الفطر – alfitr) proviene dalla radice (فطر – fatarà) che significa prima colazione della giornata. Infatti, nel mese di Ramadan, la prima colazione è افطر (iftar) ossia: la rottura del digiuno che avviene al tramonto. Di conseguenza è la festa della rottura del digiuno, perché, dopo un mese possiamo tornare alle nostre abitudini mattutine: bere il caffè, il cappuccino o il tè.

Mese che speriamo abbia potuto regalare riflessioni e incoraggiamenti a migliorarci e ci abbia reso più propensi verso gli altri, chiunque essi siano. Mese che ogni anno ci dà un piccolo assaggio di quello che le persone meno fortunate provano e, ci ricorda che noi siamo fragili e insignificanti davanti alla potenza di Dio. Mese che costringe il musulmano al lockdown dello stato spirituale e mentale e ne limita quello corporale.

Il lockdown che per noi non è stato eccessivamente sconfortante, se non fosse per il divieto di movimento e di usufruire dei luoghi di culto. Come scritto sopra, per noi accade una volta l’anno, sempre; siamo abituati a limitare la nostra vita. Per altri, invece è stata un’apocalisse, un disastro, che ha cambiato totalmente il loro modo di vivere, e dicono, credendoci anche, che siano cambiati in meglio.

Se vedendo un copricapo verde, scatena tutto ciò che d’immorale, di non umano e sicuramente poco religioso esiste nell’essere umano, è stato cambiare in meglio, io credo che tutto quello che alcuni si attribuiscono, dopo aver tra l’altro cantato sui balconi abbracciandosi virtualmente con lacrime finte, sia stato solo ipocrisia da social, trasportata nella realtà.

Non può esserci altra spiegazione. Provassero a digiunare per un mese, forse, i loro animi sarebbero più propensi ad accettare gli altri, in fondo, anche Gesù, figlio di Maria Vergine, l’ha fatto per quaranta giorni.

Sicuramente il digiuno porterebbe a calmare la collera e le tentazioni: “Non di solo pane vive l’uomo!”. E poi quel pane avrebbe un sapore migliore quando si torna alla realtà e si apprezza ogni cosa. Fare un lockdown contro voglia, non è fare il digiuno con adorazione e umiltà. Provate non costa nulla, dopo traetene le conclusioni.

Ve lo diciamo noi italiani che qualche anno addietro eravamo come voi e mai, molti di noi avrebbero pensato di fare un lockdown spirituale, materiale e corporale con felicità traendone insegnamento. A volte le cose che disprezziamo solo perché altri ce lo impongono, sono solo prese di posizione senza convinzione.

E noi italiani lo diciamo anche ai nostri fratelli musulmani non nati in Italia: mostratevi più vicini alla cultura italiana, poiché vivete nella penisola più bella del mondo. E soprattutto mostratevi più vicini a noi italiani. Non usateci come “ascari” da mostrare al vostro straniero qui, come prova che anche tra “loro” ci sono musulmani. Mostratevi più vicini alla nostra tradizione, alle nostre famiglie, a noi. Vi siete mai chiesti quanti di noi, oggi, giorno di festa, vivono soli in casa perché la nostra famiglia non essendo musulmana, non festeggia l’eid?

Chiedetevelo!

“Un musulmano non sarà mai un buon credente se non desidera per suo fratello ciò che desidera per se stesso”. E voi desiderate per voi stessi di trascorrere un giorno di festa da soli?

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