I musulmani e il calcolo lunare del mese (III parte)

Negli anni dell’Al Andalus in Europa e del Califfato in Asia e Africa, scienziati musulmani che hanno cambiato il modo di fare la scienza come Ibn Tariq, Al-Khawarizmi, Al-Battani, Al-Bayrouni, Tabari, Ibn Yunus, Nassir al-Din Al-Tousi, hanno sviluppato dei criteri e tecniche ben specifiche sulla visibilità della luna e sviluppato tecniche di previsioni affidabili per calcolare l’inizio del nuovo mese.

Astronomicamente il mese inizia quando accade la congiunzione mensile della luna, ossia l’allineamento della stessa tra Terra e sole. In questo momento la luna è invisibile. Il crescente si rende visibile solo dopo circa diciotto ore da questo avvenimento.

La visualizzazione del crescente dipende naturalmente anche dal posto da dove si osserva, dall’angolazione della Terra e del sole al tramonto. Questo fa sì che il crescente verrà visto sempre in specifici posti della Terra prima di altri.

Con le nuove tecnologie, la scienza, di cui il Corano incentiva la conoscenza, è riuscita a determinare in maniera molto soddisfacente le condizioni ottimali per osservare il crescente lunare: Muhammad Ilyas, fisico malese, nel 1984, fu in grado di tracciare una linea lunare: a ovest il crescente è visibile la sera del nuovo mese, mentre non lo è a est fino alla sera del giorno dopo.

Questo darebbe un motivo per far sì che, come il Profeta ha detto, quando uno solo vede il crescente, e questi è affidabile, tutta la comunità ne deve prendere atto. Ai suoi tempi ciò valeva sin dove le comunicazioni potevano arrivare, e si verificava che in alcune zone si slittasse di un giorno l’inizio del Ramadan, ma oggi, con i nuovi mezzi di comunicazione si può essere informati in tempi reali.

In questo caso il calcolo del crescente e delle tecniche trovate per averne certezza unirebbe la comunità anche nel tempo. Ma, alcuni Stati, nell’affermare la propria sovranità, procedono ognuno per proprio conto, complicando la situazione.

(continua)

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