Farmaci dall’Italia, primo passo per rilanciare la Libia (e le nostre imprese)

11/09/2019 di Redazione

La stabilizzazione della Libia potrebbe fruttare alle imprese italiane un miliardo di euro di esportazioni all’anno. Lo sostiene uno studio del Centro studi di Confindustria pubblicato nello scorso agosto. Secondo tale report, «se la Libia riagganciasse il sentiero di sviluppo di paesi simili come l’Algeria e al contempo l’Italia riuscisse a rendere la sua distribuzione di export più indipendente dagli idrocarburi, molti comparti del made in Italy vedrebbero incrementare notevolmente i loro flussi di esportazioni verso la Libia». Oltre un terzo dell’eventuale export sarebbe assorbito dai macchinari, da alimentare, chimica e metalli. La rinascita della Libia, secondo Confindustria, dipende soprattutto dalla cooperazione internazionale, quindi da un processo di diversificazione dell’economia. «L’Italia – si legge nel report -potrebbe giocare un ruolo importante avviando partenariati in Libia per il co-sviluppo, miranti alla valorizzazione del capitale umano, sociale e finanziario da realizzare tra pmi italiane e dei paesi confinanti, ovvero Tunisia ed Egitto».

La Libia dunque costituisce una opportunità per le imprese italiane, se le si tende una mano. Così come avvenuto ieri, quando nel porto di Tripoli è giunta la spedizione umanitaria della Cooperazione italiana: più di dieci tonnellate di farmaci e materiale medico-sanitario di emergenza. Fornitura giunta dal deposito di Brindisi del Pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite. In risposta alla richiesta di sostegno rivolta al nostro Paese dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

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