Entro il 2021 saranno reinsediati 700 rifugiati

27/06/2020 di Redazione

Il rapporto annuale Global Trends dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unchr) è stato reso pubblico oggi, con l’approssimarsi della Giornata Mondiale del Rifugiato celebrata ogni anno il 20 giugno.

Alla fine del 2019, riferiscono i dati dell’agenzia Onu, si contano 79,5 milioni di persone in fuga nel mondo. L’Unhcr non aveva mai registrato un dato così elevato e ha rivolto un appello, ai Paesi di tutto il mondo, affinché si impegnino a dare protezione alle persone in fuga da conflitti, persecuzioni o violenze.

«Dietro quei numeri – ha commentato il capo del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione Michele di Bari intervenendo alla conferenza stampa virtuale di presentazione – ci sono persone in carne ed ossa, famiglie intere con le loro storie, costrette ad abbandonare la loro casa e la loro vita dall’oggi al domani, a volte senza più possibilità di ritorno. A questi uomini e queste donne abbiamo il dovere morale e giuridico di concedere la speranza di ricominciare. Ed è per questo che ormai da anni il mio dipartimento è fortemente impegnato nella istituzione di canali legali e sicuri di accesso in Italia per richiedenti asilo e rifugiati».

Nell’ambito del programma di reinsediamento dei rifugiati, che il dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione svolge con Unhcr, ha riferito il prefetto di Bari, «dal 2015 a oggi, sono stati reinsediati in Italia 2.510 rifugiati provenienti da Giordania, Libano, Libia, Siria, Sudan, Turchia». Per le annualità 2020-2021, ha proseguito, l’Italia contribuirà con «un impegno aggiuntivo pari a 700 persone».

Il progetto dei corridoi umanitari, inoltre, realizzato grazie alla cooperazione tra istituzioni e società civile, è stato premiato dall’Unhcr con un prestigioso riconoscimento, il premio Nansen, avendo consentito a circa 2.500 persone bisognose di protezione internazionale di usufruire del canale di ingresso attivato dal Libano, dall’Etiopia, dalla Giordania e dal Niger.

«Dal dicembre 2017 ad oggi, – ha riferito ancora di Bari – sono state organizzate 8 operazioni di evacuazione umanitaria che hanno consentito il trasferimento di 808 richiedenti asilo dalla Libia e 105 dal Niger».

Infine, il capo del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione ha illustrato una nuova iniziativa, allo studio dei suoi uffici, per realizzare “Corridoi Europei” in grado di «coniugare le best practice dei tre programmi attualmente esistenti (reinsediamento, corridoi umanitari ed evacuazioni)» e di delineare un nuovo strumento di accesso sotto l’egida europea.

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