Emilia Romagna, Amsi: medici stranieri in fuga

24/01/2020 di Redazione

La denuncia dello Sportello Amsi, Co-mai e Uniti per Unire: otto dottoresse con il velo hanno lasciato l’Emilia Romagna dove sono aumentate del 35% le discriminazioni negli ultimi 2 anni. Cosi l’associazione medici di origine straniera (Amsi) e la comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) insieme al movimento transculturale interprofessionale Uniti per Unire presentano l’aggiornamento delle statistiche sulla carenza di medici, di discriminazioni, di razzismo e fuga all’estero nella regione Emilia Romagna, dove c’è un ottimo sistema di SSN come servizi e qualità ma viene trascurata la situazione della carenza degli specialisti e programmare il turnover per i medici che andranno in pensione e la fuga dei giovani all’estero.

Negli ultimi due anni sono arrivate più di mille richieste di medici e specialisti, 200 infermieri, 100 fisioterapisti dalle strutture sanitarie pubbliche e private da quasi tutte le città della regione, specialisti in Radiologia, anestesisti, ortopedici, fisiatri, neurologi, medici d’urgenza e di Pronto soccorso, Guardia medica, ginecologi, pediatri, neonatologi e geriatri.

Un’altro dato molto preoccupante è quello dell’aumento del 35% di segnalazione di discriminazione nei confronti dei professionisti della sanità di origine straniera sia per il colore della pelle che per il velo come ci raccontano i nostri professionisti della sanità di cui 8 dottoresse con il velo e 5 medici africani hanno lasciato la regione verso altre città italiane ed europee nel 2019 per problematiche di discriminazioni.

“È una ricerca molto preoccupante visto che l’Emilia Romagna fino a 2 anni fa era la preferita dai professionisti della sanità di origine straniera, sia per studiare all’università che per vivere e lavorare. Se ne sono laureati numerosi a Bologna, Parma, Ferrara. Inoltre esercitano numerosi medici, infermieri, dentisti e fisioterapisti a Cesena, Rimini, Forli, Ravenna, Modena”. Così dichiara il fondatore Amsi e Co-mai e membro Gdl Salute globale Fnomceo, Foad Aodi, che esercita proprio a Cesenatico come fisiatra nei mesi estivi per motivi familiari e segue da anni le comunità straniere in Emilia Romagna.

“Un altro dato molto significativo è che sono calate le nascite dalle coppie miste e di origine straniera per motivi di difficoltà economica, abitativi, lavorativi e aumento della violenza contro le donne e i divorzi”.

Infine Aodi si rivolge al ministro della Salute, Roberto Speranza, auspicando “una risposta che tarda ad arrivare alle nostre urgenti problematiche sollecitate da mesi e anni e di passare dalle proposte ai fatti concreti, che non si vedono ancora e di non trascurare la questione della carenza dei medici, discriminazioni e razzismo in sanità, aggressioni nei confronti dei professionisti della sanità italiani e di origine straniera”.

Sono tutte concause che stanno incrementando la fuga dei cervelli, dei neolaureati e dei medici stranieri disoccupati per colpa del velo, il colore della pelle, sottopagati, sottoposti a sfruttamento lavorativo e a ritardi o mancanza della cittadinanza italiana per sostenere i concorsi pubblici.

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