Dr. Nicola Luigi Bragazzi, medico musulmano ed eccellenza italiana

26/08/2019 di Redazione

Abbiamo intervistato un’eccellenza italiana, il Dr. Nicola Luigi Bragazzi, giovane medico musulmano autoctono, nominato alfiere della Repubblica, numerose pubblicazioni su riviste mediche islamiche ed è tra i migliori 5 ricercatori in biomedicina al mondo, con età inferiore di 40 anni.

1) Ci parli del Dottor Nicola Luigi Bragazzi, la sua storia, il suo percorso nell’Islam e cosa fa attualmente.

Ho 33 anni, essendo nato a Carrara (MS) il 2 marzo del 1986. Mi sono avvicinato all’Islam ai tempi del Liceo Scientifico e ho fatto shahada ai tempi dell’Università. Ciò che mi ha colpito dell’Islam è il puro monoteismo (tawhid). Sono laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Genova, ho un dottorato in Biofisica conseguito presso l’Università di Marburg (Germania), sono specialista in Igiene e Medicina Preventiva. Sono stato insignito del titolo di Alfiere della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Recentemente, sono stato nominato tra i migliori 5 ricercatori in biomedicina al mondo, con età minore di 40 anni. Attualmente mi occupo di biomatematica e biostatistica presso l’Università di York, Toronto, Ontario, Canada.

2) Lei è uno dei pochi medici musulmani autoctoni, come vive la situazione nel suo ambiente ambiente di lavoro?

Non è sempre facile coniugare fede e doveri professionali, specialmente nell’ambiente lavorativo. Attualmente (in Canada) ho diversi colleghi musulmani. Ci siamo scambiati gli auguri di eid e talvolta preghiamo insieme (tempo permettendo).

3) Come vede il futuro dei musulmani in Italia?

Personalmente sono molto ottimista sulla comunità islamica in Italia: la vedo molto attiva, anche se a volte divisa su questioni su cui potrebbe essere più unita e compatta.

4) Come si possono applicare i principi islamici alla medicina occidentale?

La medicina occidentale cosiddetta “basata sulle evidenze”, tramite l’applicazione rigorosa del “metodo scientifico”, può aiutarci a riscoprire l’autenticità di diversi principi della medicina islamica (la preghiera, il digiuno intermittente, l’hijama o coppettazione, tra gli altri). Pur non volendo fare del riduzionismo scientifico, questo potrebbe aiutare molti fedeli a capire l’importanza della pratica costante e quotidiana della religione islamica e avvicinare all’Islam persone attualmente diffidenti.

5) Quali benefici pratici si possono avere?

I benefici in termine di salute (per esempio, modulazione dei sistemi immunitario, metabolico ed endocrino tramite il digiuno intermittente – Ramadan – e modulazione del sistema cardiovascolare – tramite la preghiera) sono molteplici, anche se quelli spirituali sono sicuramente i più importanti.

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