“Doniamo pane e sorrisi per dei bambini portatori di pace”

Nel mondo sono i bambini quelli che subiscono le devastanti brutture delle guerre, e ne rimangono segnati per tutta la vita. I guerrafondai non hanno nessun rispetto per le nuove generazioni e mettono sempre i loro interessi davanti all’educazione di chi dovrebbe vivere il futuro pianeta.

Per fortuna esistono persone che cercano di riparare a questi danni a costo di grandi sacrifici e della propria incolumità fisica , parliamo di un ragazzo italiano che è in giro per il mondo a far sorridere i bambini meno fortunati: Marco Rodari e l’associazione “Per far sorridere il cielo – Claun il Pimpa” che nasce a Legnano nel 2015.

Marco e i suoi sono presenti nelle zone di guerra e cercano di far sorridere e tenere compagnia a tutti i ragazzini delle scuole con spettacoli di magia e il Claun il Pimpa, servizi di clown-terapia negli  ospedali, creazione di laboratori nelle scuole dove si insegna la magia, per aggregare i ragazzi, sostegno alimentare e medico alle famiglie bisognose e una delle cose più importanti, la formazione di operatori in loco che possano fare lo stesso servizio di Marco.

L’associazione è presente a Gaza, Bagdad, Mosul, Aleppo e Alessandria D’Egitto. In questo periodo Marco si trova nelle zone del Nord Iraq, dove si è riuscito a espellere il daesh, e lui cerca di portare il sorriso ai bambini del luogo. Lo abbiamo raggiunto proprio nei giorni in cui la tensione in Iraq si era innalzata no solo per le proteste contro il governo, ma anche per l’uccisione del generale Soleimani.

Gli abbiamo chiesto cosa è accaduto e com’è cambiata la situazione dopo questo grave fatto: “Ho saputo della morte del generale la mattina stessa da chi mi accompagnava per i vari spettacoli, non li abbiamo sospesi, ma c’è stata un’attenzione maggiore negli spostamenti da quel giorno, si sono rallentati un po’ gli spettacoli e il lavoro, ma sono abituato, non è la prima volta, fino  a che posso essere utile resto, se invece divento un peso ritornerò a casa”.

In Iraq i bambini sono quasi la maggioranza della popolazione, visto l’alta mortalità che c’è stata in passato, come vedi questi ragazzini e il loro futuro?”

“I bimbi che ho incontrato hanno vissuto anni con tanti attentati e questo sicuramente mina la capacità relazionale degli stessi, quando un auto che non conosci ti si avvicina uno dei pensieri che hai è quello che potrebbe essere una auto bomba. Questo è abbastanza sconvolgente, ma i bimbi qui, non hanno alcun timore a guardare il cielo perché da lì il pericolo non è mai arrivato per chi è nato dopo il 2006 e mi auguro davvero che continuino a guardarlo.”

Quando sei arrivato nel nord dell’Iraq, a Mosul, quale è stata la tua sensazione e cosa hai trovato: “All’inizio tanta diffidenza, specialmente dagli adulti, come sempre, non riuscivano a capire il perché un occidentale si sposta in questi luoghi per fare quello che io faccio, i bambini non erano più preoccupati quando gli dicevo di riunirsi tutti insieme, perché in precedenza le riunione erano per altri motivi, ma appena indossavo il ciliegino sul naso e mi vedevano tutto passa e mi vogliono sempre con loro”.

Che cosa vorresti accadesse nel tuo futuro: “Poter continuare a fare il clown, soprattutto ora, perché il poter praticare la mia arte è segno di una situazione magari preoccupante, ma non drammatica.”

Marco, finisce la sua intervista e ci saluta con una frase che dice tutto del suo lavoro: “Un bimbo cui hai regalato la meraviglia, sarà portatore sano di pace.”

 

 

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