Discriminazione: musulmani, rom ed ebrei i più colpiti

22/01/2020 di Redazione

Sono 969 i reati con matrice d’odio sanzionati nel 2019. Sono 1.111 in meno rispetto al 2018. I reati di questa categoria sono appartenuti soprattutto al razzismo. Questi i dati forniti dal Dipartimento di pubblica sicurezza all’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce) e ottenuto combinando le segnalazioni Oscad (Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori) e i dati del ‘Sistema di Indagine-Sdi’.

In particolare, si evidenzia che i dati Sdi (estratti dal Ced interforze) attengono ai reati con finalità discriminatorie che hanno ‘copertura normativa’, ossia relativi a razza, etnia, nazionalità, religione e appartenenza a minoranze linguistiche nazionali, mentre le segnalazioni Oscad riguardano gli ambiti discriminatori privi di specifica copertura normativa, relativi quindi a orientamento sessuale e identità di genere. Per la disabilità, vengono combinati i dati Sdi relativi alla contestazione della circostanza aggravante con le segnalazioni Oscad che riguardano lo specifico ambito discriminatorio.

La maggior parte dei crimini d’odio nel 2019 riguardano razzismo e xenofobia (726), categorie che includono discriminazioni per razza-colore, etnia, nazionalità, lingua, Rom e Sinti, antisemitismo, musulmani e membri di altre religioni. Al secondo posto i reati legati alla discriminazione della disabilità (161) e infine i reati per orientamento sessuale e identità di genere (82).

I reati per razzismo e xenofobia hanno registrato un calo rispetto al 2018 (801) e al 2017 (828), anni in cui però erano quasi raddoppiati rispetto al 2016 (494). In calo anche i reati per discriminazione legata a orientamento sessuale e identità di genere che nel 2018 erano 100, 63 nel 2017 e 38 nel 2016. Registrano una diminuzione infine anche i reati discriminatori rispetto alla disabilità che erano 210 nel 2018, 157 nel 2017 e 204 nel 2016. Questa tra le altre tipologie di discriminazione è l’unica a non aver registrato un picco nel 2017.

Del totale dei reati di matrice discriminatoria al primo posto c’è l’incitamento alla violenza (251), seguito dall’aggressione fisica (191). Al terzo posto il reato di profanazione di tomba (147), seguito dalle minacce (99) e dalla turbativa della quiete pubblica (96). Tra quelli legati al razzismo e alla xenofobia in testa rimane il reato di incitamento alla violenza (234), seguito dal reato di profanazione di tomba (147) e da quello di aggressione fisica al terzo posto. L’aggressione fisica è in testa invece per i crimini d’odio legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere (29 nel 2019), seguita dagli atti di vandalismo (18) e dal reato di incitamento alla violenza (13). L’aggressione fisica è in testa anche nei crimini d’odio legati alla disabilità (69), seguita da furti e rapine (39) e il danno materiale (24).

L’Oscad, organismo interforze, istituito nel 2010 allo scopo di ottimizzare le attività svolte dalle forze di polizia a competenza generale nella prevenzione e nel contrasto dei reati di matrice discriminatoria, dedica grande attenzione all’attività di monitoraggio, che, come unanimemente riconosciuto a livello internazionale, risente fortemente di due problematiche: l’under-reporting (ossia la mancanza di denunce, che determina una sottostima del fenomeno) e l’under-recording (ovvero il mancato riconoscimento della matrice discriminatoria del reato da parte delle forze di polizia e degli altri attori del sistema di giustizia penale). A partire dal 2014 (dati 2013), Oscad elabora il contributo del Dipartimento della Polizia sui crimini d’odio per il Rapporto annuale dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa.

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