Critiche al nuovo centro di certificazione Halal Vietnam-Malesia

13/09/2019 di Stefano Valente

Un esperto del settore ha espresso critiche nei confronti del nuovo centro di certificazione halal Vietnam-Malesia, affermando che ciò potrebbe potenzialmente aprire l’industria alimentare locale a maggiori problemi di sicurezza e frode alimentare. Il centro (ne abbiamo parlato qualche tempo fa) è stato lanciato all’inizio di quest’anno nella città vietnamita di Can Tho, rivendicando il titolo di primo centro di certificazione halal nella provincia del Delta del Mekong. È stata una joint venture tra la società di certificazione vietnamita Nho-QSCert Organization e la società di consulenza sulla gestione del rischio malese Rsd Management Solution.

Regioni come il Medio Oriente rappresentano opportunità redditizie e, secondo la società madre Nhonho Technology della NHO-QSCert Organization, mostrano una forte domanda di prodotti vietnamiti, in particolare pesce e frutti di mare.

Il centro è stato pubblicizzato come mezzo per aiutare i produttori vietnamiti ad aumentare le esportazioni verso paesi islamici come il Medio Oriente, nonché ad aumentare il valore del Vietnam come destinazione turistica musulmana – ma gli esperti del settore rimangono critici su tale iniziativa, ipotizzando, da un lato, lo sviluppo di nuove frodi, non avendo ancora il Vietnam una cultura della sicurezza alimentare a nessun livello ed evidenziando, dall’altro, le difficoltà per la maggior parte delle imprese di raggiungere standard qualitativi conformi ai VietGap (Vietnam’s Good Agricultural Practices). A questo aggiungasi che il paese non ha una storia nella produzione di halal e nel soddisfare requisiti religiosi che la maggior parte degli operatori avrà difficoltà a recepire.

Secondo gli esperti, sarebbe stato, quindi, più utile concentrarsi prima sulla gestione della sicurezza alimentare, piuttosto che aggiungere la certificazione halal, come ulteriore forma di onere per la catena di approvvigionamento.

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