Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-Mai)Foad Aodi:”Grazie a Papa Francesco, aderiamo al suo appello umano”

30/07/2019 di Redazione

Così l’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) insieme al movimento Internazionale Uniti per Unire e le associazioni e Comunità aderenti ringraziano e apprezzano l’ennesimo appello umano e responsabile di Papa Francesco aderendo con convenzione e sostenendolo dicendo #BastaStage nel mare #PoliticiSvegliateVi basta strumentalizzazioni urgono risposte concrete che continuiamo a non vedere e nello stesso tempi i morti nel mare sono triplicati e si continua a morire nel tragitto della speranza per tortura e violenza,più di 1000 morti nel 2019 nei vari naufragi compreso quello di ieri dove sono morti 160 migranti.
“Siamo indignati per questa situazione tragica nel Mediterraneo,In Libia ,Yemen ,Siria nessuno parla più tranne Papa Francesco che ringraziamo a nome di tutti gli stranieri musulmani,arabi in Italia per il suo impegno costante a favore di chi soffre e scappa dai nostri paesi non per divertimento ma per le guerre e la fame ,dichiara il Fondatore dell’Amsi e Co-mai Foad Aodi nonché membro della Commissione “Salute Globale” Fnomceo che sta in contatto con i nostri medici locali e in Libia dove oggi hanno comunicato il bilancio tragico dei morti dall’inizio del conflitto;
1200 morti Di cui 220 donne ,135 bambini e 40 medici e professionisti della sanità (di cui 4 medici e un soccorritore sono morti negli ultimi giorni dopo il bombardamento dell’Ospidale vicino a Tripoli).
Gli ospedali da mesi sono al collasso e manca tutto ,continua Aodi auspicando che arrivi una azione diplomatica forte da parte dell’Italia e l’Europa senza lasciare tutto nelle mani di generali corrotti che comandano l’immigrazione irregolare in Libia e porre fine alla guerra mediatica e civile a Tripoli come raccontano anche i numerosi pazienti libici che stanno visitando in questi giorni Roma e che sono venuti a visitare i loro famigliari e raccontano storie e situazioni molto più gravi di quello che vogliono far credere.”

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