Come gli “stranieri” hanno dato una lezione di umanità ai razzisti

18/03/2020 di Lela Esposito

fratellanza-accoglienza-collaborazione-cooperazione-tolleranza

In questo periodo di emergenza globale per la diffusione del coronavirus, l’Italia con il suo popolo, ha sempre accolto chi era in difficoltà, chi fuggiva dalla guerra, dalla fame o semplicemente da chi era in cerca di un futuro migliore, il popolo italiano ha sempre aperto le braccia verso gli ultimi, ha dimostrato l’umanità e la solidarietà che lo ha sempre contraddistinto. In rari casi l’Italia ha dimostrato il peggio di se, ricordiamo l’orrore della mensa dei bambini di Lodi, chi si augurava che le navi dei migranti affondino, chi dice “a casa loro”, chi aggrediva i cinesi per strada, chi punta il dito perenne contro i musulmani, chi ancora distingue il “noi con il loro” e si potrebbe continuare ancora. Ma sono proprio chi ha subito questi abomini, che ha teso subito teso la mano all’Italia e ai suoi cittadini, tantissime sono state le iniziative a sostegno con raccolte fondi dalle comunità islamiche, specialmente quella lanciata dalle donne che doneranno il ricavato internamente alla protezione civile , oppure il volontariato dei ragazzi di Saronno, aiuti sanitari e specialisti contro il virus, arrivati dalla Cina martoriata dall’epidemia, ma non dall’Europa, e tante altre iniziative di solidarietà, ma infine l’azione più bella di tutte, la comunità marocchina sta aiutando gli italiani rimasti bloccati in Marocco, ospitandoli a casa propria senza avere nulla a pretendere. L’umanità si vede nel momento di maggiore bisogno, e l’aiuto ci arrivato proprio da coloro che vogliamo “rispedire a casa”.

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