Cavalieri della Tradizione, all’insegna dell’italianità

10/09/2019 di Francesco Buja

 

Quel che in questi anni non si comprende o non si vuol vedere è la gigantesca lotta fra il dio denaro e il sangue dei popoli. Tra la cultura del profitto selvaggio e la Tradizione, ciò che resiste nei millenni, poiché è essenza dell’uomo, che vale ed è garanzia di futuro. Tra chi adora la materia e chi è ispirato anche se poco, dalla spiritualità. Tra la cultura della morte e quella della vita. Un colossale conflitto, questo, che si conduce a colpi di finanza e di politiche che immiseriscono e imbarbariscono gli uomini. Fino a creare quel caos che sarà ancor più comodo terreno di azione per i tentacoli del capitalismo selvaggio e per il cancro del nichilismo.

Contro di esso si deve spiegare energica la cultura dell’uomo. Contro la barbarie dilagante non può sottrarsi a questa lotta chi crede in valori universali ed eterni, indipendentemente dal credo religioso, altrimenti negherebbe se stesso.

Noi cerchiamo l’Uomo e ambiamo ad elevarlo anche proponendo questo giornale, che mette d’accordo uomini in buona fede, facendo incontrare, impresa talvolta ardua, la religione con il lόgos greco, cioè il dogma con la ragione, onde evitare inutili irrigidimenti. Quindi dalla nostra rotta vogliamo spazzare chi, nel segno di una malintesa laicità, impone l’ateismo. Escludere non garantisce la libertà: laicità delle istituzioni significa permettere che ciascuno manifesti il proprio credo. Così come le proprie idee. La nostra informazione, libera e tesa all’inclusione, sarà l’impegno, chissà se trascurabile, per affermare valori e visioni della Tradizione. Che per noi, è bene chiarirlo, significa anche italianità.

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