Brexit, accordo con Ue in vigore da domani

31/01/2020 di Andrea Aufieri

Allo scoccare della mezzanotte di domani, 1 febbraio il Regno Unito non sarà più ufficialmente un paese dell’Unione Europea. Il parlamento europeo ha approvato mercoledì 29 gennaio l’accordo di recesso che aveva in gran parte negoziato Theresa May per l’uscita il più possibile indolore degli inglesi.

Cosa prevede l’accordo? Si basa anzitutto su due documenti: il già citato accordo di recesso, che definisce i termini dell’uscita, e la dichiarazione politica, che indica le linee guida del futuro rapporto tra Londra e Bruxelles.

Dopo l’azione di May, il premier che l’ha seguita, Boris Johnson, è stato costretto a ottenere disposizioni speciali per l’Irlanda del Nord, l’unico confine di terra tra Regno Unito e Ue.

I punti principali dell’accordo:

– tutele per gli oltre tre milioni di cittadini facenti parte dell’Unione Europea che vivono in Gran Bretagna e, viceversa, del milione di inglesi che vivono nell’Unione. In breve, questi cittadini potranno continuare per il resto della loro vita a lavorare, studiare e ricevere i benefici dello Stato sociale della nazione nella quale hanno scelto di risiedere;

– sul piano finanziario, i paesi onoreranno gli impegni reciproci assunti fino a questo momento;

– il periodo di transizione per rendere operativi i passaggi necessari terminerà alla fine del 2020, con la possibilità, per motivi evidenti, che questo sia esteso di altri due anni;

– la questione nordirlandese prevede un doppio obbligo doganale: quando le merci provenienti dalla Gran Bretagna entreranno nel territorio nordirlandese, verranno effettuati controlli e pagati i relativi dazi. Le aziende potranno poi ottenere eventuali rimborsi sulle merci che godranno di minori dazi di importazione in base ai futuri accordi commerciali stipulati dal Regno Unito, con la facoltà da parte del parlamento irlandese di ratificare periodicamente l’adesione a questo regime;

– altro argomento spinoso è stata la giurisdizione delle dispute internazionali: per risolverle, Londra e Bruxelles hanno negoziato la creazione di un comitato congiunto, con la possibilità di ricorrere ad un arbitrato nei casi più controversi. A sua volta, la Corte di giustizia europea interverrà qualora dovesse essere compromessa l’integrità delle norme europee;

– i futuri rapporti sono rimandati alla dichiarazione politica che accompagna l’accordo e stabilisce i principi della futura partnership, politica e commerciale, tra Londra e Bruxelles. Nel documenti di 24 pagine si legge della volontà di realizzare una “partnership ambiziosa, ampia, profonda e flessibile attraverso la cooperazione commerciale ed economica che abbia al centro un accordo di libero scambio ampio e bilanciato”.

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