Boutique: ecco perché non è un semplice negozio

09/10/2019 di Redazione

Mi capita sempre più di frequente che mi venga posta la domanda: «Una boutique? Cosa ha di differente da un semplice negozio?». Ci sono delle differenze sostanziali. Innanzitutto, la boutique per essere tale deve trovarsi in una zona prestigiosa, di solito nella zona di maggior prestigio della città. È stata questa, infatti, la scelta per l’ubicazione della sede operativa di “Fatima shop boutique”. Facile intuire che per avere un locale nella zona più prestigiosa della città si debba disporre delle risorse necessarie: gli affitti non sono certo quelli richiesti in periferia. È assolutamente impensabile, poi, pretendere di chiamarti “boutique” ed avere un locale piccolo, non arioso, in una zona della città magari neppure tanto pulita, dove il traffico ti intasa i polmoni e dove magari si odono le urla del mercato (con tutto il rispetto per il mercato, la zona ad esso adatta non potrebbe mai esserlo per una boutique).

Il luogo deve essere spazioso, non deve essere piccolo e pieno zeppo di roba. La boutique è molto spaziosa, illuminata in maniera mirata spesso con faretti orientabili – scelta anche di Fatima Shop boutique – e con punti luce posizionati strategicamente. La boutique non è stracolma di cose, gli abiti che si acquistano in boutique sono di un certo livello di qualità e se ne propongono da uno a tre pezzi massimo, affinché sia piuttosto improbabile – impossibile nel caso del pezzo unico – che le due donne che abbiano acquistato lo stesso modello in boutique, si incontrino vestite allo stesso modo. Inoltre, si vende solo abbigliamento ed accessori selezionati, non merci di ogni tipo. Non troverete mai in una boutique decine di stenders pieni zeppi di abiti tutti uguali e in tutte le taglie, come non troverete mai abiti appesi sul soffitto lungo il muro, come invece capita in alcuni esercizi commerciali di abbigliamento piccoli e saturi, che danno l’idea di soffocarti quando entri e sembra quasi che gli abiti ti cadano addosso o vengano ad aggredirti dal soffitto fino al punto dove sei, costretta a guardare tutti quei colori mischiati da farti girare la testa. E mucchi di articoli identici che si sovrappongono sugli stenders, sui muri o, peggio, nei cestoni, appesi alla mobilia da grandi magazzini del mobile dove si rimedia qualcosa anche per i negozi, se ci si sa accontentare.

La boutique ha un arredamento spesso esclusivo, che stupisce chi ne varca la soglia e lascia il segno in chi chiude in seguito la porta alle proprie spalle. Di solito le sue vetrine sono ampie e curate, molto eleganti e catturano l’attenzione dei passanti, di ogni ceto sociale, sesso, etnia, che si fermano ad ammirare l’esposizione anche se non hanno la possibilità di acquistare. Ci si accorge di essere in una boutique, e non in un semplice negozio, anche solo guardando da fuori ciò che si intravede e si è certi di non essere in un negozio come tanti non appena se ne apra la porta, prima ancora di visionare la merce in vendita. Certo, non è economico aprire una boutique. L’impegno a livello di danaro per aprirne una non è quello necessario per aprire un semplice negozio o un bazar. Senza nulla togliere a queste realtà – ognuno si veste dove ritiene più opportuno, ci mancherebbe – la boutique è un mondo totalmente diverso. Quando penso a “Fatima shop” e ascolto cosa mi dicono le clienti che vengono a visitarla, vedo la mia boutique come un mondo incantato dove si respira un’atmosfera a volte quasi irreale, quella di un luogo magico dove ad accoglierti già all’esterno, non una semplice insegna, ma sulla vetrina alla sinistra della porta di entrata, l’ologramma di una modella virtuale – tridimensionale – che sfila indossando alcuni dei nostri modelli più ammirati. Poi si spinge la porta a vetri e ci si ferma ad ammirare i colori incredibili delle mura e dei soffitti mentre una melodia gradevole si innalza e riempie il senso dell’udito e si assapora un profumo piacevole di incensi e resine bruciate sui carboncini. Dove i colori, i suoni, gli odori, avvolgono la mente e il cuore regalando una carezza che tranquillizza tanto da avere voglia di restarci. «Fatima Shop – mi dicono le clienti – è un mondo a sé , una specie di mondo fatato, dove è assolutamente vero che tutti i cinque sensi vengoano soddisfatti». Gli occhi con i colori splendidi che circondano chi vi entra, le melodie che si librano nell’aria, i tessuti di alta qualità toccati con mano, i profumi che gratificano il senso dell’olfatto ed infine, assieme allo scontrino o comunque prima di uscire, una caramellina halaal che soddisfa l’ultimo dei cinque sensi. Chi avesse ancora dubbi sulla differenza fra una boutique ed un negozio o un bazar venga a trovarci. Saremo qui ad attendervi e ad accogliervi con gioia e a darvi un piccolo presente, quando direte «Sono qui, perché ho letto il Daily Muslim».

Fatima

COMMENTI