A Rivalta iscritto un rifugiato all’anagrafe. Ma intanto si frena lo ius culturae

30/09/2019 di Redazione

Il sindaco di Rivalta (To), Nicola de Ruggiero, ha iscritto all’anagrafe comunale un rifugiato, nonostante il divieto del decreto Sicurezza. Ha provveduto egli stesso alla registrazione, per tutelare i dipendenti comunali. Beneficiario del gesto è Ousseynou Fall, senegalese domiciliato in un centro di accoglienza straordinaria e munito di permesso di soggiorno provvisorio.

Se da una parte alcuni sindaci scalpitano per iscrivere i rifugiati nei registri anagrafici, mandando quindi un segnale in controtendenza rispetto all’operato del precedente ministro dell’Interno, Matteo Salvini, dall’altra parlamentari di maggioranza rimandano la discussione su un tema che anche le forze politiche contrarie allo ius soli potrebbero digerire. Lo ius culturae infatti potrebbe essere fatto valere a favore di chi dimostra di essere italiano, come spiegato da Daily Muslim .

Non è il momento, secondo la piddina Alessia Morani e il pentastellato Giuseppe Brescia, di spingere sull’acceleratore per lo ius culturae. «Giovedì riprende la discussione su una legge sulla cittadinanza, ma siamo lontani dall’avere un testo base – avverte su Facebook il deputato barese -. Ora in commissione ci sono altre priorità come una legge sul conflitto di interessi e il taglio dei parlamentari che approveremo martedì». E precisa, il presidente della commissione Affari costituzionali: «Come M5s, per presentare un nostro testo abbiamo un iter ben preciso da seguire, che passa anche dalla consultazione degli iscritti a Rousseau».

Motivazione tattica invece per la sottosegretaria allo Sviluppo economico, secondo la quale sarebbe un errore riprendere ora il dibattito sull’approvazione dello ius culturae. «È un principio sacrosanto – sostiene l’esponente del Partito democratico – ma ora non sarebbe compresa, considerate le “tossine di razzismo inoculate da Salvini”. Dunque Morani propone: «Aspettiamo giugno del prossimo anno, diamo il tempo agli italiani di apprezzare la nostra azione di governo e poi approviamo lo ius culturae».

 

 

COMMENTI