Sudan: almeno 7 morti e 181 feriti in una manifestazione contro il potere militare

05/07/2019 di Redazione

Almeno sette persone sono state uccise, durante raduni di massa organizzati nella capitale Khartoum e in altri stati, domenica, al fine di richiedere al consiglio militare di governo la consegna del potere alle autorità civili.

Sulaiman Abdul Jabbar, sottosegretario al Ministero della Sanità, ha confermato il bilancio delle vittime all’agenzia di stampa SUNA, gestita dallo Stato, aggiungendo che 181 persone sono rimaste ferite durante le manifestazioni.

Tra i feriti, anche 10 soldati, 27 da arma da fuoco e altri sono rimasti intrappolati in una fuga precipitosa, è quanto emerso da una prima ricostruzione dei fatti.

Il Comitato centrale dei medici sudanesi ha dichiarato che il numero di feriti ha raggiunto i 100, aggiungendo che le forze di sicurezza hanno usato gas lacrimogeni e proiettili vivi per disperdere i dimostranti. Domenica scorsa, i manifestanti hanno scandito slogan contro il Consiglio militare di transizione (TMC) e hanno sventolato gli striscioni condannando la violenza contro i manifestanti, secondo un giornalista dell’Anadolu Agency.

I manifestanti hanno anche lanciato un appello per un’indagine sulla dispersione, all’inizio del mese di giugno, di un campo di protesta vicino al quartier generale dell’esercito, che ha lasciato decine di morti. I raduni sono stati segnalati anche nelle città di Gadaref, Kassala, Khashm Algirba e Halfa nel Sudan orientale, Kareema e Atbara nello stato del fiume Nilo, El-Obied nel Nord Kordofan ed Edamazine nello stato del Nilo Azzurro. Il Sudan è stato in subbuglio sin da quando l’establishment militare del Paese ha deposto il presidente di lunga data Omar al-Bashir all’inizio di aprile, dopo mesi di manifestazioni popolari contro il suo governo trentennale.

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