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La Francia discuterà una proposta di legge per fermare i discorsi di odio online

La Francia discuterà una proposta di legge per fermare i discorsi di odio online

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Mercoledì il Parlamento francese ha iniziato a discutere di una proposta di legge sull’odio e le molestie online, mentre i paesi di tutto il mondo sono alle prese con la domanda su quali contenuti sono accettabili online e su come regolamentare enormi piattaforme tecnologiche con una portata globale.

In Francia, le leggi che disciplinano la libertà di parola sono generalmente più restrittive che negli Stati Uniti e esistono già regole contro la violenza o l’incitamento all’odio.

Ma le autorità dicono che la legge deve raggiungere le piattaforme tecnologiche. In un editoriale pubblicato questo mese sul quotidiano Le Monde, un gruppo di ministri del governo ha affermato che mentre i social network avevano creato un “nuovo orizzonte per socializzare e scambiare”, avevano anche mostrato i “lati più oscuri” dell’umanità.

Ecco cosa bisogna sapere della proposta.

Il presidente Emmanuel Macron aveva annunciato il disegno di legge a febbraio durante una riunione di alcune organizzazioni ebraiche. Il Presidente, che si stava rivolgendo al gruppo sulla ripresa dell’antisemitismo in Europa, annunciò che c’era bisogno di atti “incisivi e concreti” contro ogni tipo di incitamento all’odio.

Il disegno di legge è sponsorizzato da Laetitia Avia, membro della Camera Bassa del Parlamento francese e del partito del signor Macron, La République en Marche. Ex avvocato aziendale, nata in Francia da genitori del Togo, è stata l’obiettivo delle provocazioni razziste e delle minacce di morte online.

Ha detto che le regole attuali sono state istituite prima che esistessero piattaforme di social media come Facebook o Twitter e hanno fatto ben poco per incentivare tali piattaforme ad uniformarsi alle disposizioni di pubblica sicurezza. “L’idea, chiaramente, è di mettere fine all’impunità sui social network”, ha dichiarato in un’intervista la scorsa settimana al newsmagazine Le Point.

La discussione pubblica sul disegno di legge inizierà nell’Assemblea Nazionale, la Camera Bassa, con un voto la settimana successiva. Il Senato, la Camera Alta del Parlamento francese, esaminerà la legge successiva, ma una pausa legislativa durante l’estate significa che il disegno di legge non potrà diventare legge fino al prossimo autunno.

L’obiettivo principale della proposta è spingere le aziende informatiche a regolamentare i contenuti con più forza e a reprimere più velocemente i discorsi di incitamento all’odio. In parte, la proposta si ispira a una legge recentemente approvata in Germania, che ha permesso alle autorità competenti di sanzionare i primi trasgressori.

Le autorità tedesche hanno, infatti, multato Facebook per 2 milioni di euro, circa 2.26 milioni di dollari, con la motivazione che non è riuscito a rivelare informazioni sul numero totale di segnalazioni di incitamento all’odio riportate nella prima metà dello scorso anno. Facebook, che avrà l’opportunità di appellarsi alla multa, non ha commentato immediatamente l’accaduto.

Secondo la legge francese, una volta che gli utenti segnalano il contenuto offensivo, le piattaforme online avrebbero 24 ore di tempo per analizzare le informazioni e, se necessario, rimuoverle. Il disegno di legge dice anche che le società informatiche devono mostrare più chiaramente un’opzione unificata per flaggare e segnalare tali messaggi.

La portata del contenuto che le piattaforme sarebbero obbligate a rimuovere è ampia: qualsiasi messaggio che attacca qualcuno sulla base di razza, religione, orientamento sessuale, nazionalità, identità di genere o disabilità; propaganda legata al terrorismo o ai crimini di guerra; e molestie.

Se le piattaforme rifiutano di rimuovere tali contenuti, potrebbero subire multe di 1,25 milioni di euro, o circa 1,4 milioni di dollari. I rappresentanti della società potrebbero affrontare un anno di reclusione e multe fino a € 250.000.

Ripetute violazioni potrebbero indurre il governo francese ad imporre multe fino al 4 percento delle entrate globali della società, ovvero potenzialmente decine o addirittura centinaia di milioni di dollari.

Il disegno di legge prevede anche sanzioni – una multa di € 15.000 e fino a un anno di prigione – per coloro che abusano di meccanismi di segnalazione.

Alcuni critici sostengono che la legislazione attribuisce l’onere di disciplinare il contenuto esclusivamente sulle piattaforme online e che le società informatiche, restie o incapaci di apprezzare le sottigliezze della regolamentazione della parola, saranno troppo zelanti nella loro attività di sorveglianza. Ciò sarà dannoso per la libertà di parola, dicono i critici.

Un’idea migliore, secondo altri critici, sarebbe quella di impiegare più risorse finanziarie e umane sulle leggi che già esistono, specialmente quelle che puniscono gli autori di azioni che esprimono odio. Ad esempio, negare pubblicamente l’Olocausto è un reato penale e leggi più recenti hanno criminalizzato ogni tipo di discorso che supporta o giustifica il terrorismo.

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