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Nuova Zelanda: attacco a due moschee, almeno 49 i morti

Nuova Zelanda: attacco a due moschee, almeno 49 i morti

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Orrore e sgomento per un folle attacco di matrice razzista in due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda, nel giorno dedicato alla preghiera, quando in Italia erano circa le 3:00 di notte. Il bilancio non ancora ufficiale parla di almeno 49 morti. Dopo una massiccia caccia all’uomo, la polizia ha arrestato 4 persone, tra le quali figura anche una donna. Il primo attacco alla moschea di Al Noor, pieno centro cittadino, il secondo, pochi minuti dopo, nella moschea del sobborgo di Linwood. I musulmani a Christchurch rappresentno circa l’1 % della popolazione; si tratta in larga parte di rifugiati del Bangladesh.

A dimostrazione di come l’assalto sia stato preparato fin nei minimi dettagli c’è  il fatto che le forze dell’ordine neozelandesi abbiano rinvenuto e disinnescato alcuni ordigni pronti per esplodere che erano stati attaccati ad alcune autovetture: “Questo sottolinea la serietà dell’attacco“, ha affermato un commissario di polizia.

Un suprematista ha rivendicato le azioni con un manifesto anti-immigrati  e contro i musulmani. Si tratta del 28enne Brenton Terrant, australiano, bianco, da anni residente in Nuova Zelanda e vicino a gruppuscoli di estrema destra. L’individuo, che ha filmato in diretta facebook l’assalto ad una delle moschee, ha tuttavia affermato di non far parte di organizzazioni, di aver agito da solo e di non aver preso ordini da nessuno.

Intanto, sui caricatori e sulle armi da guerra automatiche utilizzate negli attacchi era stato scritto a mo’ di dedica, tra gli altri, il nome di Luca Traini, l’autore degli spari contro alcuni immigrati africani, avvenuti a Macerata il 3 febbraio del 2018 e per cui è stato condannato a 12 anni di prigione.

Nel centro della città era in corso anche la manifestazione per il clima degli studenti che è stata evacuata. “È il nostro giorno più buio“, ha detto la prima ministra neozelandese Jacinda Ardern, che ha invitato la popolazione di Christchurch a restare in casa. Anche il primo ministro australiano, Scott Morrison, ha dichiarato: “Condanniamo con fermezza l’attacco perpetrato da un violento terrorista, un estremista di destra“.

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